Un miliardo di persone gioca con i videogiochi, è il boss della EA a confermarlo


Un tempo avvicinarsi al mondo dei videogiochi era considerata una possibilità offerta soltanto ad un numero limitatissimo di persone che potevano permettersi un mezzo di intrattenimento tutto sommato di lusso, oppure dedicato per la maggior parte ad un target molto ristretto relativamente all’età, visto che il videogame era etichettato come un’alternativa bambinesca al gioco da tavolo creato su misura per il divertimento dei più piccoli.

Ma pian piano l’evoluzione del settore ha portato delle grandissime novità dando l’opportunità ad un bacino d’utenza decisamente più ampio di interessarsi al mondo dei videogiochi entrando a far parte di una comunità sempre più numerosa, dedicando ampio spazio quindi non soltanto al settore più infantile ed adolescenziale, ma dedicando alcuni titoli anche alle persone un po’ più mature che iniziavano così ad avvicinarsi ad un nuovo universo sconosciuto.

Paperboy, il mito arriva su iPhone e iPod Touch


Molti sono i ruoli che ci è capitato di interpretare all’interno dei nostri giochi preferiti, ed è proprio questo il bello del mondo dei videogiochi: poter essere ad ogni partita un personaggio nuovo, riuscire ad avere inedite abilità, a possedere delle innate caratteristiche e a sfoderare dei poteri che ovviamente nella vita reale sarebbe impossibile padroneggiare. Così come il mondo del cinema ci offre mille emozioni, quello dei videogames ci permette di vivere mille vite.

Molti sono stati anche i mestieri che abbiamo intrapreso all’interno dei giochi che possediamo per la nostra console. Si va dalle spie super segrete in stile James Bond, o ancora supereroi mascherati che celano la loro identità per proteggere la propria città dalla feccia urbana, siamo stati dei lottatori feroci e cattivi, ma abbiamo anche impersonato delle affascinanti archeologhe armate fino ai denti pronte a dar vita ad una carneficina senza precedenti come nemmeno un bruto potrebbe.

Battlefield: Bad Company 2 trailer

Nonostante l’atmosfera del Natale che aleggia nelle nostre case debba far pensare a ben altre cose, c’è chi ha voglia di battaglie e tattiche militari 365 giorni l’anno. Ci riferiamo

Super Street Fighter IV, la Capcom svela le nuove location


Non poteva farsi un regalo migliore per il suo ventesimo anniversario una delle saghe più impressionanti ed ammirate nel panorama videoludico internazionale. Un gioco che ha letteralmente sconvolto il modo di intendere i picchiaduro, un vero e proprio kolossal che ai suoi tempi conquistò tutti per una meccanica di gioco assolutamente incredibile e soprattutto per la presenza di protagonisti dalla personalità massiccia, tanto da essere ancora termini di paragone.

Siete bravissimi ormai e sicuramente avrete capito che stiamo parlando di Street Fighter II, un vero simbolo per i picchiaduro in 2D, un grande nome per il genere e per la Capcom che si è distinta nel corso degli anni per molti titoli lanciati sul mercato, lasciando però una traccia ben marcata proprio con questo trionfale gioco che ha visto arrivare pochi mesi fa il tanto atteso quarto capitolo a cui, come la saga vuole, sta per seguire una versione arricchita.

Giochi della memoria, Yoshi’s Island


Tutti noi lo conosciamo e moltissimi di noi lo amano alla follia visto che altrimenti non sarebbe diventato un vero e proprio simbolo di un vero colosso nel mondo dell’intrattenimento videoludico. Molti anni sono passati da quando il suo folto baffo è apparso sulle nostre console e i suoi occhioni azzurri ci hanno accompagnato in mille avventure che continuano ancora oggi ad incollare gli appassionati davanti ai monitor per vivere nuove emozionanti avventure.

Insomma Mario è da molti anni in pole position per quanto riguarda la sua forte e lunga carriera, e il suo ideatore, il bravissimo Shigeru Miyamoto ha pensato di raccontarci davvero tutto della sua creatura. Lo conosciamo da adulto che già saltellava sulle teste di ignare tartarughe, ma il suo papà ha pensato bene di farci conoscere anche alcuni retroscena della sua nascita, quando era ancora un tenero fagottino in fasce accompagnato dall’inseparabile fratello Luigi.

Edge of Twilight, progetto definitivamente chiuso?


Se un tempo i giochi erano governati da semplici meccanismi a causa delle ridotte potenzialità tecniche delle macchine da gioco esistenti, con l’arrivo di console sempre più moderne e versatili, il mondo del videogioco si è quasi trasformato in una succursale di quello del cinema dove ogni titolo racchiude in sé una trama degna di un capolavoro hollywoodiano trasformando anche azione semplici in meditate decisioni relative alla storia stessa del gioco.

Questo ha fatto sì che dei temi tutto sommato banali perché ripresi già molte volte in vari contesti, ma assolutamente importanti, venissero massicciamente utilizzati, anche in modo più profondo dai videogiochi di nuova generazione, trasformando le classiche battaglie tra bene e male in una guerra ben più complessa, fatta di personaggi carismatici ed originali, inseriti in alcuni scenari curatissimi sotto il punto di vista grafico e per l’attenzione al dettaglio davvero maniacale.

Miyamoto, per lui il 3D nei giochi non è fondamentale


Le nuove leve dell’intrattenimento videoludico, quei ragazzi troppo giovani per aver vissuto gli anni d’oro della prime console delle nuovissime generazioni e il tanto infuocato scontro tra i gioielli a 16 bit di Sega e Nintendo, sono abituati dalle case di sviluppo attuali a ricercare sempre dei giochi che abbiano come minimo una grafica da urlo che possa addirittura creare qualche difficoltà nella distinzione tra le sequenze animate di gioco e le fase interattive vere e proprie.

Insomma è quasi d’obbligo per una certa fetta di pubblico avere un gioco graficamente ineccepibile, che permetta di vivere un’esperienza al limite del cinematografico e di puntare tutto sull’impatto estetico dei titoli. Tutto ciò però stride con l’altra fazione di appassionati di videogiochi che invece difende strenuamente tutto quello che c’era prima dell’avvento dei titoli di nuova generazione, quando i contenuti tecnici non erano così pomposi e perfetti.

Last Rebellion, un video del gioco di ruolo in azione


Ci sono alcune case di produzione che si divertono a spaziare con la fantasia senza fossilizzarsi su un determinato genere, dando la possibilità così di essere apprezzato di volta in volta per elementi del tutto nuovi, dipendenti dal filone selezionato, presenti all’interno dei nuovi lavori, andando così da un frenetico sparatutto fino ad un picchiaduro ricco di personaggi affascinanti dotati di attacchi coreografici ed accattivanti. Ma non sempre le case di sviluppo la pensano così.

Ci sono infatti alcune grandi compagnie che pur offrendo a volte titoli che non rientrano nei soliti canoni, si specializzano in un determinato genere e continuano a proporre seguiti su seguiti della stessa saga o a presentare giochi del tutto nuovi che aggiungono caratteristiche inedite rispetto agli altri titoli precedentemente lanciati sul mercato. Ciò accade in special modo a quelle case di sviluppo che si dedicano alla creazione di giochi di ruolo.

Resident Evil Afterlife slitta al cinema a gennaio 2011


E’ sicuramente la saga di survival horror per antonomasia, probabilmente quella che riconoscono come tale anche quelli che non sono tanto avvezzi ad avere un controller in mano ma si sono comunque fatti catturare dalle atmosfere magnetiche che appartengono ad ogni capitolo della saga, sia quelli ufficiali sia le versioni potenziate, nonché alcuni spin off che la Capcom ha voluto regalarci durante la lunga carriera del gioco in questione.

Si tratta, come avrete ben capito, di Resident Evil, quel survival horror in cui aprire una porta potrebbe rappresentare un immenso pericolo, quel gioco in cui è saggio portarsi dietro almeno una piantina curativa, quell’avventura in cui si prega per trovare una scatola di proiettili in un cassetto o un armadietto per poter fronteggiare al meglio l’orda di zombie e mostri impazziti pronti a banchettare con il nostro corpo, effettivamente non proprio indifeso visto l’arsenale a disposizione.

Nintendo 64, pronto un emulatore per iPhone


Durante il lungo processo di evoluzione dell’intrattenimento videoludico, sono state davvero tante le macchine da gioco che hanno visto la luce e che hanno trovato una propria collocazione sul mercato, spesso sfidandosi in una guerra tra rivali dotati più o meno della stessa capacità tecnica, sfornando giochi in esclusiva per l’una o l’altra console, dando però molta soddisfazione agli appassionati che godevano di titoli davvero indimenticabili.

Ci sono state però anche delle console che non sono nate sotto una buona stella e che, nonostante la buona dose di impegno da parte delle case di sviluppo, non sono riuscite a dare il meglio di sé in quanto a durata, lasciando però un segno del loro passaggio nell’esistenza videoludica lasciando alle spalle alcuni titoli di forte impatto che hanno comunque intrigato non poco gli appassionati di videogiochi, gli stessi titoli che ora ritroviamo in versione migliorata sulle nuove console.

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