Final Fantasy XIII, la versione Xbox 360 avrà audio e filmati compressi


Ancora una volta noi appassionati di videogiochi occidentali abbiamo la sfortuna di incappare in ritardi su ritardi per la trasposizione in una lingua più comprensibile dei nostri giochi preferiti, quando invece i fortunatissimi videogiocatori orientali possono immediatamente mettere le mani sui piccoli, grandi capolavori che le case di sviluppo offrono durante l’anno. In Giappone proprio in questi giorni è spuntato tra gli scaffali dei negozi un gioco attesissimo.

Molti di voi avranno segnato la data per festeggiarne l’uscita, anche se non riguarda esattamente il nostro mercato, bensì quello esclusivamente giapponese per il momento, rinviando la possibilità di acquistarlo nei negozi di videogiochi a noi più vicini, salvo ulteriori ritardi assolutamente incomprensibili, per il prossimo marzo, facendoci dannare ancora per qualche mese sapendo che invece i nostri colleghi dagli occhi a mandorla in quei giorni avranno già terminato l’avventura.

Super Street Fighter IV, Ibuki ed Elena come personaggi segreti?


La Capcom è sicuramente una delle case di sviluppo più floride e capaci di creare dei veri e propri mostri sacri per ogni console. E il suo successo non dobbiamo attribuirlo soltanto ad alcune meraviglie che sono spuntate negli ultimi anni sulle splendide macchine da gioco potenti che sono in circolazione in questo periodo, ma anche quando invece i videogiochi non riuscivano a contare su una prestanza tecnica particolarmente solida.

Eppure la Capcom ha sempre avuto la possibilità di trasformare un semplice gioco in una magia e la sua più famosa saga di picchiaduro ad incontri sicuramente è uno degli elementi che maggiormente riescono ad essere da esempio a questa inimitabile capacità. Già dal primo ingresso nel mondo di Street Fighter II in compagnia dei calci rotanti di Ryu e Ken, della frenesia di Chun Li e delle braccia allungabili di Dhalsim, un giocatore non poteva che restarne rapito.

Natale 2009, un nuovo videogame da scartare


E così anche per questo 2009 è arrivata la vigilia di Natale, quel momento magico che i bambini di tutto il mondo attendono per un intero anno e che viene accompagnato da tanti desideri e tante speranze. Ma senza raccontar frottole è il caso di ammettere che anche gli adulti che in fondo in fondo sono rimasti ancora un po’ bambini, amano molto questa festività, capace di infondere pace e serenità e l’opportunità di trascorrere del tempo con le persone a noi più care.

Tutto dev’essere pronto, dalla tovaglia natalizia tirata fuori dal cassetto apposta per quest’evento, il centrotavola magari preparato da quello in famiglia che è più abile con i lavoretti domestici creativi e chiaramente anche i segnaposto abilmente disegnati e preparati dai più piccoli della famiglia che vorranno sicuramente offrire il proprio contributo alla preparazione di uno dei cenoni più attesi nell’arco dell’anno, in modo che tutto sia assolutamente perfetto.

Vigilia di Natale, il piacere di regalare un videogame


Oggi è finalmente la vigilia di Natale. Per alcuni sarà un giorno di festa e ci si preparerà incessantemente per il grande appuntamento di questa sera quando un luculliano cenone apparirà magicamente sulle nostre tavole dove generosi spaghetti ai frutti di mare e dei gustosi antipasti di ogni tipo saranno pronti per essere divorati dagli affamati commensali vestiti a festa per stare tutti insieme e vivere un momento magico che arriva soltanto una volta l’anno.

Ma per alcuni la vigilia di Natale rappresenta anche l’ultimissima occasione per andare in giro a setacciare ogni negozio sperando di trovare il regalo perfetto per un amico o un parente, insultando i mille impegni che non sono riusciti a far trovare un po’ di tempo per pensarci prima o schiaffeggiandoci da soli per maledire il nostro essere costantemente ritardatari anche in un momento importante come la scelta dei doni per i nostri cari.

Lara Croft, l’eroina di Tomb Raider darà il nome ad una strada?


Il suo arrivo sulla prima generazione di console Playstation fu una vera sorpresa per tutti, compresi probabilmente gli sviluppatori che non si sarebbero mai aspettati un successo così clamoroso ed un vero e proprio stravolgimento del modo di intendere il videogioco per quanto riguarda l’ultizzo di una protagonista femminile al posto del classico eroe di turno senza macchia e senza paura, aprendo le porte alle molte colleghe sopraggiunte successivamente.

Tomb Raider è stato quindi un gioco rivoluzionario sotto alcuni punti di vista, il primo episodio di una saga che si è evoluta non tanto nel gameplay quanto nel dettaglio grafico che ha reso più armoniche le piacevoli curve digitali della prorompente protagonista, una donna che non deve chiedere mai, una donzella tanto avvenente quando pericolosa e capace di badare a sé stessa intrufolandosi in ogni anfratto pur di intraprendere al meglio la sua missione.

Animal Swapping, Bejeweled va allo zoo su Facebook


Più volte nel mondo dei videogiochi ci è capitata l’opportunità di prendere il controllo di particolari personaggi. Non sempre si è trattato di esseri umani veri e propri, che vanno dalle più tranquille cuoche nelle simulazioni di cucina fino ai soldati armati fino ai denti nei vari sparatutto e nei giochi d’avventura dove l’azione rappresenta un elemento molto importante. Molte volte infatti ci è capitato di guidare degli animali, spesso dalle sembianze vagamente antropomorfe.

Dei cartoni animati interattivi quasi, spaziando con la fantasia nel modo più creativo possibile, andando dai classici porcospini blu con le scarpette da corsa che poi hanno fatto la storia del platform game, fino a vermi con la tuta spaziale ed armati di pistole che sparano raggi assai letali per i nemici. A volte però gli animali nei videogiochi non appaiono aggressivi e dotati di un devastante arsenale, ma hanno toni zuccherosi e dolcissimi.

Naughty Bear, il peluche assassino arriva su console


Da piccoli tutti noi abbiamo desiderato un bel cucciolo da amare e coccolare, accudire nel limite delle nostre possibilità di bambini, un amico peloso per farci sentire meno soli, un dolce gattino da accarezzare con cura o un tenero cagnolino con cui giocare a palla o a cui lanciare un freesbee attendendo che ce lo riportasse indietro, ma purtroppo per vari motivi, molti di noi hanno rinunciato a questo sogno rimediando con qualcosa di meno animato.

Infatti praticamente ognuno di noi ha avuto un dolcissimo peluche da stringere forte e da tenere abbracciato quando andavamo a letto, per avere una simpatica compagnia e toccare qualcosa di caldo e morbido ogni volta che volevamo. Teneri coniglietti dal buffo musetto, cagnetti dall’aria imbronciata, topolini con dei sorrisi splendenti o colorati pennuti che non avevano il becco così duro. Il principe di tutti era però lui, l’orsacchiotto di peluche.

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