
Nei giochi praticamente sempre, siamo abituati a prendere il comando di un semplice personaggio per quanto buffo e particolare questi possa essere, o magari al massimo di una ridotta squadra di individui se stiamo effettuando una missione temeraria all’interno di un’avventura condita con una buona dose di azione o magari addirittura uno sparatutto in cui programmare bene ogni minima mossa imbracciando avveniristiche armi pronte a far fuoco.
Un ridotto numero di azioni e un’interazione limitata con l’ambientazione circostante sono quindi le caratteristiche che praticamente ogni gioco per console adotta per realizzare il divertimento del giocatore di turno, ma soprattutto qualche tempo fa, in cui si sentiva la necessità di offrire qualcosa di nuovo alla popolazione videoludica, videro la luce i cosiddetti God Games, quelli in cui non si prendeva il comando di un personaggio qualunque, ma di un dio.






