Giochi della memoria, Yoshi’s Island


Tutti noi lo conosciamo e moltissimi di noi lo amano alla follia visto che altrimenti non sarebbe diventato un vero e proprio simbolo di un vero colosso nel mondo dell’intrattenimento videoludico. Molti anni sono passati da quando il suo folto baffo è apparso sulle nostre console e i suoi occhioni azzurri ci hanno accompagnato in mille avventure che continuano ancora oggi ad incollare gli appassionati davanti ai monitor per vivere nuove emozionanti avventure.

Insomma Mario è da molti anni in pole position per quanto riguarda la sua forte e lunga carriera, e il suo ideatore, il bravissimo Shigeru Miyamoto ha pensato di raccontarci davvero tutto della sua creatura. Lo conosciamo da adulto che già saltellava sulle teste di ignare tartarughe, ma il suo papà ha pensato bene di farci conoscere anche alcuni retroscena della sua nascita, quando era ancora un tenero fagottino in fasce accompagnato dall’inseparabile fratello Luigi.

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Le nuove leve dell’intrattenimento videoludico, quei ragazzi troppo giovani per aver vissuto gli anni d’oro della prime console delle nuovissime generazioni e il tanto infuocato scontro tra i gioielli a 16 bit di Sega e Nintendo, sono abituati dalle case di sviluppo attuali a ricercare sempre dei giochi che abbiano come minimo una grafica da urlo che possa addirittura creare qualche difficoltà nella distinzione tra le sequenze animate di gioco e le fase interattive vere e proprie.

Insomma è quasi d’obbligo per una certa fetta di pubblico avere un gioco graficamente ineccepibile, che permetta di vivere un’esperienza al limite del cinematografico e di puntare tutto sull’impatto estetico dei titoli. Tutto ciò però stride con l’altra fazione di appassionati di videogiochi che invece difende strenuamente tutto quello che c’era prima dell’avvento dei titoli di nuova generazione, quando i contenuti tecnici non erano così pomposi e perfetti.

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Durante il lungo processo di evoluzione dell’intrattenimento videoludico, sono state davvero tante le macchine da gioco che hanno visto la luce e che hanno trovato una propria collocazione sul mercato, spesso sfidandosi in una guerra tra rivali dotati più o meno della stessa capacità tecnica, sfornando giochi in esclusiva per l’una o l’altra console, dando però molta soddisfazione agli appassionati che godevano di titoli davvero indimenticabili.

Ci sono state però anche delle console che non sono nate sotto una buona stella e che, nonostante la buona dose di impegno da parte delle case di sviluppo, non sono riuscite a dare il meglio di sé in quanto a durata, lasciando però un segno del loro passaggio nell’esistenza videoludica lasciando alle spalle alcuni titoli di forte impatto che hanno comunque intrigato non poco gli appassionati di videogiochi, gli stessi titoli che ora ritroviamo in versione migliorata sulle nuove console.

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Sarà stato sicuramente il miscuglio di elementi che porta avanti da molti anni a garantire alla sua saga la longevità che ben si merita, catalizzando l’attenzione non soltanto sul genere di appartenenza, che ufficialmente è quello dei giochi di ruolo, ma da cui si allontana, almeno considerando il filone in senso stretto, ma anche sulla forte libertà d’azione del protagonista e tutta quella serie di avvincenti puzzle che ci troviamo a risolvere.

La saga che ci offre tutto questo è quella di Zelda, la meravigliosa creatura che la Nintendo ci ha regalato ormai più di vent’anni fa ma che ancora oggi riesce a raggiungere un successo dietro l’altro grazie alla capacità di reinventarsi ed associare al sapore tipico dei primi episodi, una spezia del tutto nuova che fa da traino alla possibilità di creare un nuovo episodio sempre più appassionante di quello precedente, per la gioia dei numerosi fans sparsi in tutto il mondo.

Zelda Spirit Tracks, interessante anche per i giocatori occasionali


Ci sono alcuni tipi di appassionati di videogiochi che non vedono l’ora che esca un nuovo titolo di punta, che passano il loro tempo a sfogliare con fare imperturbabile le pagine delle riviste di videogiochi più accreditate, trascorrono ore ed ore su internet per essere informati in tempo reale sulle novità in campo videoludico, setacciando blog, forum e siti professionali in cerca di immagini, video e delle prime informazioni su qualunque nuovo prodotto.

Ci sono invece altri che possiedono magari una console ma che la sfruttano pochissimo, tirandola fuori soltanto quando ci si annoia in modo particolare o quando si viene sfidati da un amico ad un determinato gioco, dando quindi un aspetto molto meno maniacale al modo di essere giocatori. Questa fetta di pubblico viene considerata come quella dei giocatori occasionali, persone che non disdegnano i videogiochi ma che riescono a vivere senza andare in giro con la propria console portatile.

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Negli ultimi mesi grande fermento c’è stato attorno ad un personaggio importantissimo nel mondo dei videogiochi, forse addirittura il simbolo incontrastato dell’intera realtà videoludica visto il peso che ancora oggi rappresenta sul mercato dell’intrattenimento elettronico. Ovviamente si parla di Mario, il sempreverde idraulico della Nintendo che ci ha fatto tanto divertire in passato e continua ancora oggi ad apparire come protagonista indiscusso di mille avventure.

Il nuovo progetto della Nintendo ovvero il già lodatissimo New Super Mario Bros Wii, avrà fatto drizzare le antenne, inesistenti in realtà, del porcospino più famoso del mondo dei videogiochi che avrà iniziato a correre forsennatamente per la rabbia e la gelosia di tutta quest’attenzione contro il personaggio della grande N, memore della rivalità che li contraddistingue fin da quando Sonic non fece la sua comparsa sul caro vecchio Sega Mega Drive quasi vent’anni fa.

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Nella lunga storia dei videogiochi, il mercato si è sempre orientato maggiormente alla soddisfazione e al divertimento del vastissimo pubblico maschile appassionati di controller e affini visto che i ragazzi rappresentavano, fino a qualche anno fa, praticamente la totalità delle persone che amavano sollazzarsi con i videogames, tra picchiaduro in cui dimostrare le proprie tecniche di lotta oppure sparatutto da godersi online in cui far fuori tutti i nemici dislocati nei vari punti dell’area di gioco.

Ma negli ultimi tempi in special modo, le case di sviluppo hanno pensato a lanciare sul mercato anche alcuni titoli che avessero un forte ascendente sul pubblico maschile come al solito, ma che riuscissero a contenere degli elementi che potessero intrigare anche quello femminile, andando a recuperare così una fetta di mercato prima totalmente inutilizzata. Fu grazie ad alcuni titoli chiave che le ragazze cominciarono così ad avvicinarsi al mondo delle console.

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Di fronte ai colossi del settore dei giochi di ruolo di stampo prettamente nipponico, con personaggi suddivisi in caste ben precise ognuno con la propria categoria e le proprie caratteristiche predeterminate e soprattutto con uno stile di combattimento basato puntualmente su scontri casuali e su menu a volte molto complicati per chi non è avvezzo al genere, quella di lanciare sul mercato un prodotto come Zelda poteva essere una mossa quasi azzardata ai suoi tempi.

E invece direttamente dalla mamma di Mario avvenne il miracolo e quella nuova creatura di Shigeru Miyamoto ancora oggi continua a moltiplicare il suo successo e il numero di fans stregati dalla magia dei vari titoli dedicati a quest’universo attraversando generazioni di console arrivando fino alle piccole, pratiche e potenti macchine portatili che infiammano il mercato videoludico attuale grazie al nuovo capitolo Zelda Spirit Tracks.

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Chi potrebbe mai resistere a quel faccino grassoccio che si è presentato timidamente diverse generazioni di console fa e che ancora oggi si diverte a fare capolino in una vastità di titoli disponibili prettamente sulle macchine da gioco della sua preziosa mamma Nintendo? Chi potrebbe mai restare indifferente di fronte alla giocabilità senza precedenti di qualunque titolo a cui prende parte, che sia un puro esperimento della sua saga o una sorta di spin off collaterale?

Insomma è decisamente complicato non cedere alle avances di un delizioso idraulico italiano che risponde al nome di Mario e che da anni è l’indimenticabile protagonista di una serie di giochi che vanno dalle classiche avventure fino ai più particolari picchiaduro in stile arcade, passando per le frenetiche corse a bordo di strane vetture in compagnia dei suoi più fidati amici ed anche di qualche nemico che ogni tanto gli da del buon filo da torcere.

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L’ideatore di videogames conosciutissimo dagli appassionati del settore come una delle menti che ci ha regalato tantissime perle nel corso degli anni e che maggiormente si è fatto notare per la magnificenza dei suoi giochi è senza dubbio Shigeru Miyamoto. Uomo della Nintendo ormai da anni, come tutti sanno, ha introdotto sul mercato una serie di progetti alquanto semplici, tutto sommato, ma decisamente irresistibile dal punto di vista della giocabilità.

Sarebbe addirittura inutile nominare Mario, il più celebre personaggio legato a mamma Nintendo, il baffuto idraulico che da anni ci accompagna in mille giochi. E sarebbe superfluo nominare anche Zelda, il fantastico gioco di ruolo che fa impazzire ancora giocatori di ogni età e di ogni esperienza videoludica per essere stato uno dei primi del suo settore ad allontanarsi dai canonici elementi della scuola nipponica preferendo un approccio più arcade ai combattimenti.

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Sono loro o non sono loro? Ma certo che sono loro. Direttamente da uno degli stage segreti di Resident Evil 2, i sempre più gelatinosi tofu faranno bella mostra di sé anche in una modalità speciale del nuovo Resident Evil: The Darkside Chronicles, nella quale prenderanno il posto degli zombi.

Il gioco – in uscita su Nintendo Wii il prossimo 27 novembre – vedrà la presenza di curiosi costumi aggiuntivi sbloccabili al termine dell’avventura. Dopo il salto, vi aspetta un trailer attraverso il quale vederne alcuni in anteprima: non perdetevelo per nulla al mondo, così come il video sopra dedicato ai tofu.

Buona visione a tutti!

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