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Si sa bene che il personaggio chiave di una grande compagnia come la Nintendo sia quella che viene da tutti definita come la vera e propria mascotte del marchio, quel buffo e simpatico protagonista di mille avventure, nato nel mondo dei platform ma ospitato, con grande successo ed interesse, anche nel mondo delle corse automobilistiche e di molti tipi di sport, nonché in frenetici picchiaduro accanto a molte stelle del mondo dei videogames.

Avrete ben capito che si parla di Mario, il simbolo della Nintendo che da anni bazzica sulle nostre console e sempre con un grandissimo clamore. Ma di pupilli la Nintendo ne ha tanti e se diamo un’occhiata al mondo dei giochi di ruolo, anche se non esattamente di tipica scuola giapponese, ci accorgeremo quanto grande sia l’interesse intorno al fenomeno Zelda, la splendente saga che ci mette al comando di Link vagando nelle terre di Hyrule.

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La sua saga ci ha deliziato per anni e anni, dai primissimi capitoli che sono arrivati in un formato e in una lingua più comprensibile a noi poveri occidentali soltanto in tempi relativamente brevi rispetto ai nostri colleghi videogiocatori giapponesi, fino agli ultimi eccitanti capitoli che hanno dimostrato una grande versatilità ed una capacità di adattarsi ai cambi di rotta del mondo dei videogiochi, innestando novità e perfezionamenti adeguati.

Si tratta della famosissima serie di Final Fantasy, il meraviglioso gioco di ruolo della Square-Enix che è di certo uno dei titoli preferiti tra gli appassionati del genere, visto che ognuno può orientarsi verso un capitolo in particolare della saga ed emozionarsi per la completezza del menu di combattimento, per la particolarità del sistema di evoluzione dei personaggi, per un nutrito equipaggiamento e chiaramente per la trama sempre ricca di colpi di scena.

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La grande casa di sviluppo, colosso giapponese del mondo dei videogiochi denominata Nintendo, ha negli anni disseminato durante la sua florida e salda carriera, una serie di perle che gli appassionati di videogames ben conoscono, continuando imperterrita il suo cammino attraversando incessantemente le generazioni di console che si sono avvicendate nelle varie ere videoludiche, riportando sempre alla ribalta i personaggi appartenenti ai suoi titoli di punta.

Tutti conoscono Mario, la mascotte del marchio, il baffuto idraulico che da anni saltella sulle nostre console, spesso tentando di trarre in salvo la sua adorata principessa Peach, gentile donzella dalla pelle perfetta, dai biondi e lunghi capelli e dotata di due occhini che farebbero innamorare ogni personaggi di sesso maschile inventato dalla Nintendo. Ma bisogna ricordare che non c’è soltanto Peach nella collezione di principesse create dalla grande N.

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La sua forza, come abbiamo già asserito alcune volte, potrebbe essere stata quella di aver proposto un genere famoso e ben radicato nella cultura nipponica come quello dei giochi di ruolo, per natura dediti alla riflessione e alla presenza di attacchi casuali per le battaglie contro i nemici, in un modo del tutto diverso, sovvertendo le caratteristiche fino ad allora inamovibili di questo filone, trasformando il titolo stesso da gioco di ruolo ad un mix con un’avventura.

La componente avventurosa della saga di Zelda infatti è sicuramente uno degli ingredienti che maggiormente hanno contribuito al clamoroso successo della serie, assolutamente meritato per tutti i miglioramenti di cui ha goduto episodio dopo episodio, complice una grande forza produttiva da parte della Nintendo che ne ha fatto un suo titolo di punto al pari delle avventure, sia in 2D che in 3D del suo idraulico italiano che risponde al nome di Mario.

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Ancora una volta noi appassionati di videogiochi occidentali abbiamo la sfortuna di incappare in ritardi su ritardi per la trasposizione in una lingua più comprensibile dei nostri giochi preferiti, quando invece i fortunatissimi videogiocatori orientali possono immediatamente mettere le mani sui piccoli, grandi capolavori che le case di sviluppo offrono durante l’anno. In Giappone proprio in questi giorni è spuntato tra gli scaffali dei negozi un gioco attesissimo.

Molti di voi avranno segnato la data per festeggiarne l’uscita, anche se non riguarda esattamente il nostro mercato, bensì quello esclusivamente giapponese per il momento, rinviando la possibilità di acquistarlo nei negozi di videogiochi a noi più vicini, salvo ulteriori ritardi assolutamente incomprensibili, per il prossimo marzo, facendoci dannare ancora per qualche mese sapendo che invece i nostri colleghi dagli occhi a mandorla in quei giorni avranno già terminato l’avventura.

Last Rebellion, un video del gioco di ruolo in azione


Ci sono alcune case di produzione che si divertono a spaziare con la fantasia senza fossilizzarsi su un determinato genere, dando la possibilità così di essere apprezzato di volta in volta per elementi del tutto nuovi, dipendenti dal filone selezionato, presenti all’interno dei nuovi lavori, andando così da un frenetico sparatutto fino ad un picchiaduro ricco di personaggi affascinanti dotati di attacchi coreografici ed accattivanti. Ma non sempre le case di sviluppo la pensano così.

Ci sono infatti alcune grandi compagnie che pur offrendo a volte titoli che non rientrano nei soliti canoni, si specializzano in un determinato genere e continuano a proporre seguiti su seguiti della stessa saga o a presentare giochi del tutto nuovi che aggiungono caratteristiche inedite rispetto agli altri titoli precedentemente lanciati sul mercato. Ciò accade in special modo a quelle case di sviluppo che si dedicano alla creazione di giochi di ruolo.

Shiren The Wanderer, un video con il gioco in azione


Cosa fareste se un vostro zio, la persona probabilmente che riesce ad avere la più grande influenza su voi stessi, il vostro maestro di vita, vi donasse una chiave dicendovi che quell’oggetto riuscirebbe ad aprire la strada per una vastità immensa di tesori, costringendoci però ad affrontare una serie di pericoli e di letali trappole? Probabilmente se foste un personaggio errante come il protagonista del gioco in questione accettereste volentieri la sfida proposta.

Infatti è proprio questa la decisione che prende Shiren, il protagonista del gioco che vedrà la luce il prossimo febbraio sulla Wii e che prende il nome proprio dal personaggio che guideremo, Shiren The Wanderer. Il nostro alter ego virtuale sarà accompagnato da un buffo amico peloso, compagno di mille avventure, un furbissimo furetto chiamato Koppa che riesce addirittura a capire il linguaggio umano e ad essere di aiuto forse meglio di una persona in carne ed ossa.

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Sarà stato sicuramente il miscuglio di elementi che porta avanti da molti anni a garantire alla sua saga la longevità che ben si merita, catalizzando l’attenzione non soltanto sul genere di appartenenza, che ufficialmente è quello dei giochi di ruolo, ma da cui si allontana, almeno considerando il filone in senso stretto, ma anche sulla forte libertà d’azione del protagonista e tutta quella serie di avvincenti puzzle che ci troviamo a risolvere.

La saga che ci offre tutto questo è quella di Zelda, la meravigliosa creatura che la Nintendo ci ha regalato ormai più di vent’anni fa ma che ancora oggi riesce a raggiungere un successo dietro l’altro grazie alla capacità di reinventarsi ed associare al sapore tipico dei primi episodi, una spezia del tutto nuova che fa da traino alla possibilità di creare un nuovo episodio sempre più appassionante di quello precedente, per la gioia dei numerosi fans sparsi in tutto il mondo.

Final Fantasy XIII, almeno 50 ore di gioco per terminarlo


Ci sono alcune tipologie di giocatori, in special modo quelli legati ai giochi del passato, decisamente più immediati e semplici rispetto ai capolavori che abbiamo sulle macchine da gioco attualmente sul mercato, molto più simili a veri e propri film per il grande schermo che a semplici titoli per console. Il motivo di quest’affetto potrebbe essere apportato anche dalla facilità con la quale si poteva fare una partita e poi abbandonare il gioco anche dopo poco tempo.

Insomma la durata era decisamente limitata, tanto da poter terminare in un solo pomeriggio anche un intero videogioco appena acquistato, limitandone decisamente la longevità, ma accrescendo il divertimento giocando e rigiocando nelle stesse ambientazioni, con gli stessi personaggi, magari per accaparrarci un bonus mai acchiappato o per migliorare il nostro punteggio, inferiore magari a quello di un amico che giocava comodamente a casa sua ignorando ancora le possibilità di connessione oggi normale realtà.

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Qualcuno potrebbe fare il superiore nascondendosi dietro un velo d’indifferenza, proponendo delle espressioni di menefreghismo di fronte all’arrivo di uno dei titoli di punta per le console attualmente sul mercato e chiaramente un’annunciata gallina dalle uova d’oro per la grande compagnia di sviluppo che da anni ed anni rende florida e godibile una saga che ancora non risente la vecchiaia sul groppone, ma anzi si alimenta ad ogni nuovo capitolo.

Inutile nascondere l’entusiasmo per un prodotto che, magari all’inizio poteva essere di nicchia, in special modo nei territori occidentali dove il genere del gioco di ruolo è ancora visto con un po’ di diffidenza, preferendo sempre un miscuglio di adrenalina, azione e praticamente assenza totale di riflessione, ma che ormai ai giorni nostri risulta un vero e proprio titolo che infiamma le masse, facendo gioire gli appassionati di tutto il mondo.

Zelda Spirit Tracks, interessante anche per i giocatori occasionali


Ci sono alcuni tipi di appassionati di videogiochi che non vedono l’ora che esca un nuovo titolo di punta, che passano il loro tempo a sfogliare con fare imperturbabile le pagine delle riviste di videogiochi più accreditate, trascorrono ore ed ore su internet per essere informati in tempo reale sulle novità in campo videoludico, setacciando blog, forum e siti professionali in cerca di immagini, video e delle prime informazioni su qualunque nuovo prodotto.

Ci sono invece altri che possiedono magari una console ma che la sfruttano pochissimo, tirandola fuori soltanto quando ci si annoia in modo particolare o quando si viene sfidati da un amico ad un determinato gioco, dando quindi un aspetto molto meno maniacale al modo di essere giocatori. Questa fetta di pubblico viene considerata come quella dei giocatori occasionali, persone che non disdegnano i videogiochi ma che riescono a vivere senza andare in giro con la propria console portatile.

Tales of Graces, un filmato del gioco di ruolo su Wii


Sono davvero pochissimi finora i titoli appartenenti al genere dei giochi di ruolo che sono stati pensati per una console riuscita e premiata come la Wii. Gli appassionati di questo filone infatti, purtroppo devono fare a meno di godersi una nuova sana avventura a causa di una prepotente presenza di giochi spesso appartenenti più o meno agli stessi generi, ovvero avventure in 3D e soprattutto moltissimi giochi sportivi di natura prettamente arcade.

Per fortuna non sempre però le cose sono estremizzate, infatti un valido esponente del genere, come vi abbiamo annunciato regalandovi alcune preziose immagini, arriverà finalmente ad allietare chi aveva serio bisogno di un buon gioco di ruolo oltre ai classici titoli da possedere assolutamente per la Wii. Si tratta di Tales of Graces, un nuovo episodio della saga di Tales of, ormai molto longeva, che andrà appunto a rimpinguare il reparto giochi di ruolo piuttosto scarno della Wii.

Final Fantasy XIII, il video dello spot tv in Giappone


Ci è capitato di accompagnare il temerario Cloud, con il suo ciuffo biondo e i suoi penetranti occhi azzurri, anche se presentati inizialmente in una versione super deformed che probabilmente poco aveva a che fare con la drammaticità della narrazione, in uno scenario post-apocalittico, accompagnato da una potente amica d’infanzia dalle letali tecniche che si rifacevano alle arti marziali e dalla dolcezza di una fioraia timida ma promettente in battaglia.

Abbiamo poi conosciuto anche Leon, un coraggioso personaggio dallo stile più moderno e protagonista di una storia d’amore senza precedenti in un gioco di ruolo, vissuta con uno dei personaggi femminili più amati dagli appassionati della saga, quella Rinoa sempre accompagnata dal suo fedele amico a quattro zampe che riusciva a darle una mano anche nelle più impegnative battaglie da affrontare contro i nemici di turno.

Darksiders, un video di mostra l’apocalisse


Il suo impermeabile rosso lungo e dai movimenti flessuosi, associato al suo conturbante ciuffo di capelli bianchi che gli copre un po’ lo sguardo algido e carico di cattive intenzioni, ha sicuramente fatto scuola, da qualche anno a questa parte, per quanto riguarda il filone dei giochi d’azione pura che pian piano sono fioriti sulle console della passata e della nuova generazione, portando nuova freneticità all’esperienza videoludica di questo tipo.

Avrete sicuramente capito che la figura descritta appartiene a Dante, il protagonista della fortunata serie di Devil May Cry, il gioco d’azione della Capcom che furoreggia ancora sulle nostre console grazie alla giocabilità stellare e alla forte scarica di adrenalina che ogni scontro con i nemici ci regala. Molti sono i cloni che hanno visto la luce dopo il suo ingresso sul mercato, ma ad offrire qualcosa di nuovo ci penserà addirittura un cavaliere dell’apocalisse.

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