
All’interno di ogni picchiaduro, è quasi sempre facile trovare una predominanza maschile per quanto riguarda i personaggi selezionabili per gli scontri da voler realizzare. Chiari esempi sono i titoli di vecchia scuola in cui la sola Chun Li doveva reggere il peso di difendere il sesso debole, per così dire, rispetto ad una larga scelta di maschietti, così come la prima Sonya doveva vedersela contro un branco di inferociti esecutori di fatality in Mortal Kombat.
I tempi però sono cambiati, così come si è evoluto il genere stesso dei picchiaduro, e quindi con l’arrivo, o meglio con l’esigenza, di nuove prospettive per questo filone, abbiamo anche visto sugli scaffali dei negozi alcuni titoli che praticamente offrivano quasi esclusivamente una selezione di personaggi tutti al femminile. Basta ricordare Dead or Alive e l’appeal maschile della serie per farsene un’idea, ma a difendere questa prassi ci penserà anche Phantom Breaker.