Giochi della memoria, Alisia Dragoon


Negli ultimi anni il panorama videoludico si è arricchito di una vastissima schiera di titoli che vedono come protagonista delle figure femminili, spesso conturbanti e sexy come lo stereotipo classico del videogiocatore maschile vorrebbe, altre volte serie controparti in gonnella degli eroi senza macchia e paura che non devono chiedere mai, dei neo-cavalieri senza braccia nerboruto e fisici prestanti che sanno comunque difendersi da sole.

Il grande boom lo si è avuto con lei, la mitica Lara Croft che dal primo Tomb Raider ha innescato una serie di titoli di vario genere che vedevano in una donna la protagonista assoluto, che si trattasse di un gioco d’azione o di un survival horror, ma se un tempo il regno quasi incontrastato dei videogiochi era ad appannaggio di personaggi principali maschili, bisogna anche dire che c’erano le dovute eccezioni, proprio come Alisia Dragoon, un vecchio gioco per Sega Mega Drive.

Harry Potter non avrà un videogioco in versione Lego nell’immediato futuro


Abbiamo incontrato la nuova versione degli protagonisti di Star Wars lanciarsi in forsennati quanto ironici duelli con le famosissime spade laser viste in ogni episodio dei vari film dedicati alla saga, abbiamo accompagnato il prode Indiana Jones presso le tombe azteche e le varie location che fanno da sfondo alle gesta del celebre archeologo. E siamo anche finiti a Gotham City dove un alternativo Batman ha ancora sfidati i suoi nemici storici.

Tutti questi personaggi hanno in comune una versione strana delle proprie avventure, una serie di giochi che segue un filone che si è fatto strada in questi ultimi anni diventando amata ed attesa ad ogni nuova incarnazione. Stiamo parlando della serie di videogiochi legati la marchio Lego, quello dei mattoncini per costruzioni e dei personaggi un po’ spigolosi che ci hanno accompagnato nella nostra infanzia, ma che sono ancora di moda.

Musicisti dall’esperienza hollywoodiana diventano compositori di colonne sonore per videogiochi


Ricordate i vecchi giochi di un tempo? Quelli che potevamo trovare soltanto nelle sale giochi, magari durante le vacanze al mare, bisognava inserire un gettone e dal grosso cabinato muto iniziava ad espandersi una musichetta semplice e banale che ci avvertiva della possibilità di iniziare una divertentissima partita a quello che poteva essere un gioco d’avventura, un puzzle game o magari un picchiaduro turbolento o uno sparatutto adrenalinico.

Ogni gioco aveva una sua musica che riusciva a contraddistinguerlo dalla massa rendendo spesso riconoscibile dal motivetto orecchiabile che ne tesseva il successo. Basta ricordare per esempio la mitica musichetta che partiva ad ogni battaglia vinta ai vari Final Fantasy oppure al simpatico motivetto che accompagnava il primo Sonic durante una delle sue frenetiche corse per le verdi colline dei primi livelli di gioco.

Gackt autore della colonna sonora di Bounty Hunter


Da sempre il mondo musicale ha dato spazio ai grandi artisti che hanno un forte ascendente sul pubblico appartenente ad una determinata nazione accogliendo i favori del suo nutrito gruppo di fans, ma c’è anche una mania che dilaga tra i giovanissimi appassionati di musica che eleva a status di divo da amare ed adorare a 360° dei gruppi musicali o dei freschi cantanti solisti che brillano per una canzone particolarmente riuscita o per un look importante.

Ciò succede ancora più di frequente in Giappone dove quello che comunemente viene definito j-pop sforna quasi quotidianamente dei giovani divi che si impongono tra il pubblico di un determinato target grazie ad un aspetto particolarmente curato e ad una serie di brani altamente orecchiabili che poi fanno la fortuna anche delle serate karaoke che nella terra del sol levante spopolano come le nostre uscite con gli amici al pub.

Puzzle Quest per iPhone vittima di un bug


I puzzle game rappresentano quel genere di giochi che ti permettono di abbattere lo stress che ogni giorno ci minaccia dopo ore ed ore di intenso lavoro o di forsennato studio, di staccare un attimo la spina dalla vita di tutti i giorni per permetterci di entrare in un mondo spesso dall’aspetto buffo ma quasi sempre coloratissimo e di spremerci le meningi per la risoluzione di compiti spesso semplici o meccanici.

Sono molti gli esponenti del genere, ma a parte lo storico Tetris e gli osannati traghetto di Puzzle Bubble, probabilmente uno dei titoli che può vantarsi di avere la palma di uno tra i più trasposti da una console all’altra e da una macchina da gioco all’altra senza passare necessariamente per i dispositivi casalinghi, è probabilmente Puzzle Quest, un simpatico e inarrestabile puzzle game capace di inghiottire ore ed ore del nostro tempo.

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