Itagaki, fumo e caffè lo aiutano a creare videogiochi


Quante volte abbiamo immaginato di metterci nei panni delle più famose menti creative della storia del videogiochi, di quegli uomini che concedono le proprie idee e la propria fantasia al servizio dell’intrattenimento videoludico per mettere su carta un nuovo progetto pronto da convertire in un videogioco dalle forti speranze, che potrebbe diventare un piccolo classico oppue deludere così tanto le aspettative da finire direttamente nel dimenticatoio.

Shigeru Miyamoto e Shinji Mikami sono due grandi esempi di creatori di videogames che gli appassionati del settore ben conoscono e seguono con molto affetto da anni, acquistando ogni gioco da essi messo sul mercato, andando a rinfoltire il conto in banca dei facoltosi geni, vivendo in cambio mille avventure inedite. Ma quali potrebbero essere i segreti necessari ad un ideatore di videogiochi per sviluppare al meglio il proprio lavoro?

Final Fantasy XIII, migliorabile secondo il presidente della Square-Enix


Finalmente possiamo metterci le mani su e provare il nuovo capitolo di una saga che richiama sempre l’attenzione dei grandi appassionati di sempre ed anche dei nuovi utenti che si sono avvicinati da poco al mondo delle console, incuriositi dal tanto clamore che ogni nuovo episodio della serie riesce a creare, smuovendo masse intere di videogiocatori alla scoperta delle inedite meraviglie proposte dalla fiorente ed amata Square-Enix.

Il nuovo gioco che possiamo finalmente trovare sugli scaffali dei nostri negozi da un po’ e che tanto abbiamo aspettato, soprattutto se consideriamo la data di uscita della versione giapponese che ha preceduto di interi mesi la pubblicazione in territorio europeo, è Final Fantasy XIII, ormai l’avrete capito, il tanto atteso nuovo capitolo della famosissima saga di giochi di ruolo che da anni ci divertente e ci appassiona con tutta la sua fantastica giocabilità.

Bodycount, rivoluzione per gli sparatutto come Lady Gaga per la musica


Non manca assolutamente occasione di mostrare il suo lato più eccentrico ed esibizionista pur di far gridare i suoi numerosissimi fans sparsi in tutto il mondo. Le è bastato il semplice album di esordio, recentemente ampliato con nuovi brani, per diventare una star mondiale a tutto tondo, facendo parlare di sé in modo clamoroso, offuscando anche alcune esimie colleghe che sono sui palcoscenici di tutto il pianeta da anni, con una facilità incredibile.

Stiamo parlando di Lady Gaga, un ciclone musicale che ha investito a sorpresa l’intero show biz dello stile e dell’iconografia della musica pop, un vero concentrato di novità che è riuscito in tempi brevissimi a salire vertiginosamente tutte le classifiche di gradimento e di vendita, ottenendo degli entusiasmanti successi che probabilmente nessuno prima era riuscito a raggiungere. Ma cosa c’entra Lady Gaga con lo sfavillante mondo delle console?

Horse Gaga, mistero sul nome registrato da Ubisoft


Molti di voi avranno l’acquolina in bocca per l’attesa spasmodica di un particolare videogame che è stato annunciato da una prodigisa casa di sviluppo e che tarda ancora a fare capolino sulla soglia degli scaffali dei nostri negozianti di fiducia, eppure l’appassionato di intrattenimento videoludico è ormai abituato alla pazienza e ai ritardi che in special modo i giochi nati in oriente, ci impongono per poter giungere in una versione comprensibile fino a noi.

Qualcuno di voi aspetta un inedito gioco di corse, stufo ormai dei soliti che hanno invaso il mercato appartenendo alla schiera di quelli un po’ più votati allo stile arcade rispetto a quelli che della realtà ricreata fanno la loro bandiera, altri ancora invece non aspettano altro se non le nuove avventure coloratissime che piacciono ad un pubblico più giovane ma che incuriosiscono anche gli smaliziati giocatori con qualche anno in più alle spalle.

Obesità, ancora una critica contro i videogames


Noi poveri appassionati di videogiochi ne abbiamo dovuto sentire davvero tantissime di critiche nei confronti del nostro passatempo preferito. Spesso a parlare è soltanto qualcuno che ama riempirsi la bocca parlando male dei fenomeni del momento ed accendere qualche riflettore in più sulla propria persona, altre volte invece si tratta di vere e proprie associazioni, con studi fondati, che impongono le loro idee sullo specifico argomento.

Si è parlato più volte dell’utilizzo, effettivamente spesso sconsiderato, di scene particolarmente cruente e ricche di sangue e di violenza in alcuni particolari titoli che spesso ne potrebbero anche fare a meno ma adottando questo stratagemma per poter incuriosire una certa fetta di pubblico che viene calamitata dalla presenza di effetti splatter, ma l’argomento principe contro il mondo del videogioco è l’effetto deleterio nei bambini.

Super Street Fighter IV, Hakan batte un lottatore di capoeira


Grandi festeggiamenti lo scorso anno per una casa di sviluppo fiorente ed ammirata nel panorama del mercato videoludico, una di quelle che dobbiamo ringraziare un milione di volte per tutti i fantastici giochi che è stata capace di lanciare sulle console del passato e del presente e che continua ancora, nonostante la saturazione dei giochi per console, ad offrire al suo vastissimo pubblico nuovi capitoli delle sue saghe più eccellenti.

Se ci sollazziamo ancora con i nuovi capitoli più o meno ufficiali della saga di Resident Evil, quello che può essere considerato il survival horror per eccellenza da cui poi tutti gli altri hanno preso esempio, è stata in particolar modo la sua serie di picchiaduro più celebre ad avere i riflettori puntati addosso in tempi recenti grazie al ventennale del gioco di punta, ovvero quel famoso Street Fighter II che è stato ricordato con l’ufficiale quarto capitolo fresco di pubblicazione.

David Cage dice la sua sulla violenza nei videogiochi


Molte volte il mondo dei videogiochi finisce nel mirino delle associazione di genitori o dei semplici benpensanti che tendono a dare la loro opinione sull’argomento, spesso senza conoscere da vicino tutto quello che riguarda l’universo dell’intrattenimento videoludico. Uno dei motivi portanti di tali critiche rivolte al nostro passatempo preferito è sicuramente da ricondurre, molto spesso, al livello di violenza all’interno di alcuni particolari giochi.

Nessuno può dimenticare il grandissimo scalpore che fece il primo capitolo della famosa saga di Mortal Kombat quando un lottatore aveva la possibilità di finire in modo crudele e spietato il proprio avversario con una delle svariate fatality, diverse da protagonista a protagonista, staccando di netto la testa dal collo o attraversando con un pugno il torace, il tutto in un bagno di sangue virtuale da rivoltare lo stomaco. Ma questo è solo un timido esempio.

Gli esperti di console parlano, nuova PSP e Wii 2 entro l’anno


Grande gioia e tripudio per gli appassionati della grande compagnia che ha lanciato sul mercato un personaggio ammirato e seguito come Mario. Infatti come ben saprete la Nintendo ha appena annunciato che presenterà al prossimo E3 di Los Angeles, una delle fiere del videogioco più famose e illustri del panorama videoludico internazionale, la sua prossima console portatile che andrà pian piano a sostituirsi al tanto diffuso Nintendo DS.

Chiamato Nintendo 3DS, come il nome specifica farà sua una caratteristica che il suo predecessore non possedeva, ovvero la visualizzazione stereoscopica in 3D senza l’uso di occhialini, ma questo lo sapete già e la retrocompatibilità con tutti i giochi già disponibili per le vecchie versioni del Nintendo DS lasciano davvero ben sperare per la diffusione di questa nuova macchina da gioco, ma qualcuno afferma che non sarà l’unica ad essere proposta.

Twilight, scelta di marketing sbagliata non aver pubblicato un gioco del film


Abbiamo più volte trattato come argomento lo stretto rapporto che intercorre, molto spesso, tra il mondo dei videogiochi e quello del cinema, dando la possibilità, ai più famosi eroi del grande schermo, sia per quanto riguarda cartoni animati sia per film con attori in carne ed ossa, magari conditi con effetti speciali visivamente spettacolari, di apparire in forma digitalizzato sulle nostre console, creando ulteriori avventure sempre seguitissime.

Chi ama un particolare film e possiede a casa una console per videogiochi, infatti è spesso spronato ad acquistare il relativo titolo per rivivere la storia che al cinema ha incantato milioni di persone e di poter comandare i vari personaggi introdotti dalla pellicola. Ma a quanto pare ci sono anche delle particolari eccezioni, effettivamente inspiegabili, che non hanno visto trasformare un blockbuster delle sale in un gioco per console in tempi recenti.

Heavy Rain, anche Molyneux ne è rimasto stregato


E’ stato sicuramente uno dei titoli più attesi dalla comunità videoludica internazionale, uno dei best seller annunciati da parte della Sony e della Quantic Dream che si è occupata dello sviluppo del gioco, grazie alle innovative tecniche adottate nella struttura e nella meccanica di gioco, elementi senza dubbio che avrebbero interrotto qualcosa nel placido scorrere dell’attuale era videoludica, offrendo qualcosa di completamente diverso e rivoluzionario.

Si tratta di Heavy Rain, quel capolavoro che già dalle prime immagini e dalle prime notizie lanciate in pasto agli appassionati di tutto il mondo, lasciava presagire il grande successo che avrebbe sonoramente meritato, complice, come dicevamo, una struttura di gioco totalmente innovativa ed un contatto emozionale con la storia narrata senza precedenti, avvicinando il tutto ad un vero e proprio film interattivo che niente ha da invidiare ai grandi kolossal hollywoodiani.

Final Fantasy, la saga ha venduto 96 milioni di giochi


La saga di cui vogliamo parlarvi è nata ormai diversi anni fa, probabilmente ignorando il grandissimo successo che avrebbe mai potuto avere e che tuttora ha, diventando un vero e proprio fenomeno di culto per i giocatori di tutto il mondo, convincendo anche gli appassionati occidentali, preferibilmente alle prese con titoli d’azione e di avventura, a dare una possibilità ad un genere diverso, un gioco di ruolo, vincendo la sfida proposta.

Ma come poteva essere altrimenti con tutta la fantasia che una grande compagnia come la Squaresoft prima e la Square-Enix oggi riesce ad utilizzare per la creazione di mondi sempre nuovi e di personaggi davvero interessanti, sia per quanto riguarda i protagonisti che i personaggi di contorno ed ovviamente anche per gli affascinanti nemici, donando una vera magia ad ogni fantastico titolo che viene lanciato sul mercato, per la gioia dei numerosi fans.

Tomb Raider, grandi idee ed un franchise per Lara Croft


All’inizio la serie ebbe un fortissimo richiamo, irresistibile per i molti appassionati di videogiochi che notarono la prima fantastica avventura sulla gloriosa prima generazione di console Sony. Un viaggio attraverso oscure catacombe da visitare minuziosamente risolvendo alcuni enigmi e facendo fuori con le armi in dotazione dei nemici tra i più vari, principalmente animali selvatici, fino ad arrivare addirittura ad uno stupefacente tirannosauro misteriosamente in vita.

L’ingrediente principale per la fortuna di una saga come quella di Tomb Raider, è esattamente di questo che stiamo parlando, non era però soltanto una struttura di gioco che ammiccava clamorosamente al classico stile delle avventure miscelate a sezioni d’azione davvero ben congeniate, ma soprattutto per la presenza di una protagonista femminile molto forte che andava a sostituire la classica figura dell’uomo senza macchia e senza paura.

Final Fantasy XIII, 5 milioni di copie già vendute in tutto il mondo


Si tratta sicuramente di uno dei giochi che sono stati attesi con più trepidazione da quel gran numero di appassionati di videogiochi che vivono in Europa, estenuati dai continui ritardi a cui sono soggetti i nuovi titoli e ai tempi bliblici che sono obbligati ad attendere per poter mettere le mani su delle vere e proprie perle che non riescono quasi mai ad ottenere un’uscita in contemporanea in tutto il mondo nonostane le preghiere fatte ormai da tempo.

Si tratta del tredicesimo capitolo di una delle saghe più amate dal popolo videoludico, una di quelle che non si dimenticano facilmente e che, beneficiando del forte ascendente che c’è sul pubblico internazionale, è riuscita a raggiungere, per l’appunto, quota tredici titoli ufficiali giù pubblicati, senza contare tutta la sfilza di spin off e titoli paralleli che hanno visto la luce finora, andando a moltiplicarsi sulle console del presente e del passato.

Warioware Do It Yourself, per la Nintendo cambierà la vita di qualcuno


La sua magliettina rosso fuoco e la sua salopette blu sono entrati nel cuore della gente. I suoi occhini azzurri e i folti baffoni castani hanno da sempre avuto un grande successo nel mondo degli appassionati di videogiochi, eppure il simpaticissimo Mario ha spesso dovuto cedere il passo ad alcuni celebri comprimari che hanno avuto la possibilità di calarsi nei panni di protagonista per alcuni titoli anche di ottimo successo.

E’ successo in passato, per esempio, con il dolce draghetto Yoshi e accade di continuo nei giochi in cui ogni personaggio della sua allegra combriccola è selezionabile, dai folli picchiaduro fino alle divertentissime simulazioni sportive, che entrino in gioco le Olimpiadi invernali o semplici tracciati da corsa coloratissimi e vivaci. Ma la vera antitesi di Mario, quella M capovolta che diventa W ha trasformato Wario nel protagonista di un prossimo successo annunciato della Nintendo.

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