
La rubrica dei giochi della memoria che settimanalmente si presenta su questo blog, presenta una vasta collezione di titoli che hanno reso indimenticabili alcune console del passato con una netta prevalenza di titoli che arrivano da quel piccolo gioiellino della Sega chiamato Mega Drive, o Genesis a seconda della nazionalità della macchina da gioco. Un vero mostro sacro della storia videoludica pieno di grandi classici.
Ancora oggi molti titoli appartenenti a quegli anni e a quella console sfornano nuovi capitoli per alimentare le saghe ancora amate dal grande pubblico e per certi versi molti di quei titoli possono vantare alcune caratteristiche che potrebbero renderli concorrenziali in termini di divertimento anche ad alcuni avveniristici giochi usciti negli ultimi tempi che fanno al contrario un largo uso delle nuove tecnologie donando una grafica inimmaginabile e numerose novità nelle meccaniche di gioco.
Per chi è un “metallaro”, o per chi ha visto Tenacious D, questo gioco è il massimo a cui si può aspirare. Stiamo parlando di Brutal Legend e di questa fantastica idea mai vista prima. Per chi ancora non lo sapesse il gioco si basa su di un vero metallaro che è in grado di sconfiggere orde di demoni grazie alla sua ascia e alla sua fidata chitarra. Niente di più entusiasmante e allo stesso tempo originale, almeno per quanto riguarda il mondo console.
Il secondo capitolo di Sacred è uscito per PC lo scorso anno e tra pochi mesi, se non giorni, lo ritroveremo sulle nostre console. Purtroppo sembra che il titolo, basato su di uno stile molto simile a Diablo, non sia stato convertito come tutti si aspettavano. Potevamo prevederlo, questo è sicuro, ma andiamo subito a vedere cosa è cambiato dalla versione per PC.


A poco meno di un mese dall’uscita del gioco non possiamo che illustrarvi tutto quello che c’è da sapere sul tanto atteso Red Faction: Guerrilla. Partendo dalla storyline, come molti di voi sapranno, il tutto è ambientato su Marte in un futuro prossimo. In questo capitolo impersoniamo Alex Mason: un uomo che vuole rifarsi una vita e al quale, tramite suo fratello Dan, viene trovato un lavoro come esperto di demolizioni nelle miniere del pianeta rosso.

Dopo Red Dead Revolver (che in realtà non è propriamente attribuibile alla Rockstar Games dato il passaggio da Capcom all’odierna software house) ecco un altro titolo ambientato nel vecchio West. A differenza del suo predecessore, incentrato su un gameplay decisamente più stage-based e/o platform, Red Dead Redemption si propone come un gioco open-world. Rockstar Games ha dichiarato che il mondo in cui ci troveremo è uno dei più grandi mai creati e che la libertà d’azione sarà immensa.

