Xbox Live, un’estate piena di vecchi classici Sega


La rubrica dei giochi della memoria che settimanalmente si presenta su questo blog, presenta una vasta collezione di titoli che hanno reso indimenticabili alcune console del passato con una netta prevalenza di titoli che arrivano da quel piccolo gioiellino della Sega chiamato Mega Drive, o Genesis a seconda della nazionalità della macchina da gioco. Un vero mostro sacro della storia videoludica pieno di grandi classici.

Ancora oggi molti titoli appartenenti a quegli anni e a quella console sfornano nuovi capitoli per alimentare le saghe ancora amate dal grande pubblico e per certi versi molti di quei titoli possono vantare alcune caratteristiche che potrebbero renderli concorrenziali in termini di divertimento anche ad alcuni avveniristici giochi usciti negli ultimi tempi che fanno al contrario un largo uso delle nuove tecnologie donando una grafica inimmaginabile e numerose novità nelle meccaniche di gioco.

Brutal Legend: uno sguardo più da vicino

 Per chi è un “metallaro”, o per chi ha visto Tenacious D, questo gioco è il massimo a cui si può aspirare. Stiamo parlando di Brutal Legend e di questa fantastica idea mai vista prima. Per chi ancora non lo sapesse il gioco si basa su di un vero metallaro che è in grado di sconfiggere orde di demoni grazie alla sua ascia e alla sua fidata chitarra. Niente di più entusiasmante e allo stesso tempo originale, almeno per quanto riguarda il mondo console.

Abbiamo parlato molto, in questi ultimi mesi, di questo titolo che uscirà in Ottobre, ma l’E3 porta molte novità tra le quali alcune chicche che interessano proprio Brutal Legend. Prima di tutto vi ricordo che impersoneremo Eddie Riggs: un metallaro un pò sfigato che, come Jack Black (che darà la voce al protagonista), ha nostalgia del puro metal oramai perduto nel tempo. Il nostro Eddie però è in grado, una volta che una goccia di sangue tocca la sua fibbia, di teleportarsi nel mondo dei demoni. E questi demoni odiano il metallo.

Sacred 2: Fallen Angel sbarca su console

 Il secondo capitolo di Sacred è uscito per PC lo scorso anno e tra pochi mesi, se non giorni, lo ritroveremo sulle nostre console. Purtroppo sembra che il titolo, basato su di uno stile molto simile a Diablo, non sia stato convertito come tutti si aspettavano. Potevamo prevederlo, questo è sicuro, ma andiamo subito a vedere cosa è cambiato dalla versione per PC.

Durante il nostro gameplay abbiamo la possibilità di muovere la telecamera e posizionarla dove più ci aggrada mentre esploriamo il mondo che ci circonda. Le basi del gioco non sono assolutamente difficili da comprendere: procediamo con le missioni, uccidiamo i mostri e completiamo le quest. Tutto sta nel killare e ottenere ricompense. Naturalmente saliremo di livello e impareremo nuove abilità.

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Mai come con questa generazione di console, forse minate da un’eccessiva sovraesposizione di titoli più o meno simili a se stessi e senza molte nuove idee per creare giochi totalmente nuovi in quanto a protagonisti e meccaniche di gioco, c’è una voglia di revival e di riproposte appartenenti al passato davvero inimmaginabili, a cominciare dai nuovi capitoli delle saghe classiche fino alle vecchie hit tornate prepotentemente di moda.

Il mondo dei giochi di ruolo è ovviamente uno di quelli che possono contare un numero invidiabile di episodi per ogni famiglia e visto l’andazzo degli ultimi tempi non dobbiamo stupirci se, anche se con anni ed anni di ritardo, nuovi capitoli di saghe probabilmente quasi dimenticate spuntino a sorpresa permettendoci di rinfrescarci la memoria e di far rischiare meno le case di sviluppo che contano così su un terreno già calpestato.

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Più volte ci è capitato di parlare della sfortuna che spesso ricade sui poveri appassionati di videogiochi che hanno l’arduo compito di aspettare con ansia e trepidazione i propri titoli preferiti di cui è possibile ammirare foto sulle riviste del settore e succosi video sulle principali testate telematiche rivolte al pubblico videoludico, ma che tardano ad essere convertiti per il vecchio continente a causa di soliti estenuanti problemi.

Il ritardo è solo il male minore rispetto alla mancata presenza di alcuni titoli che sono giocabili da noi soltanto grazie al costoso mercato d’importazione, e questa sorte tocca spesso ai giochi di ruolo, un genere particolarmente gradito soprattutto al pubblico giapponese ma che qui purtroppo non riesce ancora a radicarsi appieno, obbligando quindi i distributori a fare delle scelte e a sacrificare alcuni titoli che per molti di noi sarebbero stati gustosissimi.

Red Faction: Guerrilla, cosa dovete aspettarvi

 A poco meno di un mese dall’uscita del gioco non possiamo che illustrarvi tutto quello che c’è da sapere sul tanto atteso Red Faction: Guerrilla. Partendo dalla storyline, come molti di voi sapranno, il tutto è ambientato su Marte in un futuro prossimo. In questo capitolo impersoniamo Alex Mason: un uomo che vuole rifarsi una vita e al quale, tramite suo fratello Dan, viene trovato un lavoro come esperto di demolizioni nelle miniere del pianeta rosso.

Purtroppo per lui l’EDF (Earth Defense Force) ha stabilito una sorta di oppressione su Marte la quale non si limita a qualche capriccio, ma a veri e propri campi di prigionia ecc. Premesso questo non ci si può che aspettare una bella ribellione della quale, inizialmente, il nostro protagonista non fa parte. Una volta che il fratello Dan viene preso dall’EDF entreremo subito in azione contro l’oppressore.

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Stanchi della vostra routine quotidiana fatta di studio frenetico per poter superare una cocente interrogazione con il prof più arcigno di tutta la sezione o con l’assistente universitario più antipatico che la facoltà possa avere? O ancora stufi di subire le angherie del vostro capo in ufficio e non trovate un appoggio morale nei colleghi che al contrario si prostrano dinnanzi alla magnificenza dell’antipatico boss che si aggira tra le scrivanie?

Uno dei rimedi più azzeccati è probabilmente quello di uscire e fare shopping, andare per negozi scorazzando allegramente ed acquistando magari qualcosa che nemmeno ci è tanto utile, ma provare il gusto di portarsi a casa un piccolo oggetto tanto da sopperire alle angherie subite e coccolarci con un regalo scelto, ammirato e confezionato con le nostre stesse mani e totalmente affine quindi ai nostri personalissimi gusti.

Red Dead Redemption: open-world western da Rockstar

 Dopo Red Dead Revolver (che in realtà non è propriamente attribuibile alla Rockstar Games dato il passaggio da Capcom all’odierna software house) ecco un altro titolo ambientato nel vecchio West. A differenza del suo predecessore, incentrato su un gameplay decisamente più stage-based e/o platform, Red Dead Redemption si propone come un gioco open-world. Rockstar Games ha dichiarato che il mondo in cui ci troveremo è uno dei più grandi mai creati e che la libertà d’azione sarà immensa.

In questo episodio di Red Dead non controlleremo Red Harlow, il protagonista del primo titolo, ma John Marston: un ex fuorilegge che ha messo su famiglia interrompendo cosi la sua vita piena di avventure, di problemi e di viaggi. Una volta iniziato il gioco il passato del nostro protagonista bussa alla porta e saremo costretti a lasciare la nostra vita tranquilla.

Perfect Dark velatamente annunciato su XBLA?


Il tutto è nato da quel grande capolavoro che fu Goldeneye, non il film per il grande schermo del carismatico James Bond, l’uomo che non deve chiedere mai, la spia con la licenza di uccidere che più volte ha preso vita nei nostri cinema, bensì il relativo videogioco, uno sparatutto decisamente appetitoso che fece la fortuna di una delle console Nintendo forse meno fortunate messe in commercio, ovvero il Nintendo 64.

Dagli stessi realizzatori del fantastico Goldeneye, per la stessa console della grande N, vide la luce Perfect Dark, un gioco che poteva essere considerato come una sorta di seguito spirituale del grande gioco dedicato a 007 che aveva come protagonista l’affascinante quanto letale figura di Joanna Dark, una particolare figura femminile che potrebbe essere una sorta di antenata della prosperosa Lara Croft che abbiamo ben conosciuto grazie alla serie di Tomb Raider.

Karaoke Revolution, agguantiamo il microfono per una nuova sfida musicale


I giochi musicali disponibili per console hanno avuto un’evoluzione davvero emblematica se andiamo ad analizzare i loro movimenti fin dall’alba della nascita del primo titolo fino ad arrivare agli ultimi esponenti che hanno praticamente invaso il mercato grazie al successo interplanetario di un grandissimo esemplare che tutti noi conosciamo con il nome di Guitar Hero e che ha appassionato anche chi non aveva mai provato un rhythm game.

Un tempo il genere era totalmente focalizzato sul ballo e sulle sue varianti. Se una volta bisognava premere con un certo ritmo le frecce direzionali dei nostri controller per permettere al nostro danzatore virtuale di eseguire i movimenti in modo impeccabili a tempo con la musica, con i tappetini appositi, il gioco si è tramutato quasi in realtà, offrendo uno spessore in più ad un gioco musicale in realtà dallo stampo piuttosto passivo.

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