Giochi della memoria, Golden Axe

di Gaetano Cutri 5


Sono stati tanti, se ci pensiamo bene, i titoli che hanno fatto davvero grande la storia del videogioco, trasformando una forma di intrattenimento da fenomeno di nicchia in un vero e proprio boom che ha ormai incluso anche i giocatori occasionali e chi addirittura era scettico di fronte ad un tipo di divertimento così “giovane” e poco accreditato come era agli albori della sua nascita. Tra questi figurano ovviamente i personaggi di spicco che tutti noi conosciamo.

Dal simpatico Mario, idraulico sopraffino ed eroe di platform ed avventure, fino a Sonic, il velocissimo porcospino blu della Sega che ancora oggi scorazza liberamente su varie console. Eppure ci sono dei titoli spesso forse dimenticati o completamente sconosciuti ai più a causa della loro anzianità, che hanno segnato un vero e proprio passo avanti di alcune console ed uno di questi grandi classici è senza ombra di dubbio Golden Axe.


Un hack’n’slash puro se vogliamo affibbiargli un’etichetta, un vero pilastro della storia videoludica che ebbe il suo periodo migliore nella versione per Sega Mega Drive, un gioco vendutissimo ai suoi tempi che non esitò a comparire nella collezione praticamente di qualunque acquirente del piccoli gioiellino della grande S. L’atmosfera tipicamente fantasy e lo stile da picchiaduro a scorrimento con l’aggiunta di armi da taglio furono elementi ideali per sancire il suo grande successo.

Nei panni di un nerboruto eroe senza macchia e senza paura, di un agile donzella letale quanto affascinante ed un nano arrabbiato e forzuto, standard classici degli stereotipi tipicamente fantasy, avevamo il compito di vedercela con un esercito nemico a suon di sferzate di spada ed ascia e di incantevoli magie che richiamavano gli elementi naturali, il tutto condivisibile anche con un secondo giocatore. Un grande classico che resterà sempre nei nostri cuori.

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