PS4: il blocco degli usati sarà a descrizione dei publisher

di Andrea Guida Commenta

Dopo le voci incontrollate sulle sue intenzioni di aggiungere dei DRM ai giochi e i tweet scherzosi del presidente dei Worldwide Studios, Shuhei Yoshida, Sony ha deciso di chiarire la sua posizione sul blocco dei giochi usati in PS4. Chiarire solo fino a un certo punto, però, visto che si è deciso di lasciare uno spiraglio aperto all’uso dei DRM.

Il compito di svelare le intenzioni di Sony è stato affidato allo stesso Yoshida, che in una conferenza con i giornalisti ha affermato che la necessità di registrare i giochi on-line (come forma di controllo sulle licenze) sarà ad esclusiva descrizione dei publisher. Starà dunque ad essi decidere se sfruttare o meno questa opportunità, Sony lascerà piena libertà di azione.

Ottima notizia, ma come accennato in precedenza ciò non chiarisce definitivamente quale sarà il panorama dei titoli next-gen in relazione al mercato dell’usato. Sony non richiederà l’obbligo di registrazione online per i giochi, questo è vero, ma se la maggior parte dei publisher – con un tacito accordo – decidessero di implementare i DRM, non ci sarebbe nessuno ad impedirglielo.

Solo gli utenti potrebbero ribellarsi non acquistando titoli “bloccati”, ma una protesta del genere sarebbe quasi irrealizzabile con un mercato next-gen (compreso quello di Xbox One) composto quasi esclusivamente da giochi controllati da DRM.

D’altro canto, se il blocco anti-usato fosse implementato solo per pochi titoli “tripla A” e solo da determinati publisher, sarebbe più facile “boicottare” tali prodotti e far capire alle grandi aziende multinazionali quali sono le vere necessità degli utenti: bei giochi e libertà di auto-finanziarsi con la vendita dei titoli usati.

Staremo a vedere come si evolverà la situazione. Incrociamo le dita e speriamo che al debutto delle console next-gen non si debba continuare a parlare di giochi di seconda mano banditi e controlli online eccessivamente invasivi.

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