Pacman, trent’anni e tante novità dalla Namco


Ci sono molti personaggi che più o meno sono riconducibile all’identità generale del mondo del videogiochi, alcuni grandissimi eroi che sono riusciti a rappresentare in modo univoco l’intrattenimento videoludico, non soltanto al pubblico che prima era di nicchia ed ormai si estende invece a macchia d’olio con il grande interesse intorno al mercato dei videogiochi, ma facendosi riconoscere anche da chi non è avvezzo ai controller e alle console.

Sicuramente tra questi c’è Mario, il simpatico idraulico della Nintendo che proprio non può fare a meno di sorprenderci ogni volta con una valanga di novità, da mille giochi che non sono immediatamente riconducibile alle sue prime apparizioni, quindi platform o forme più evolute di avventure in 3D, ma sicuramente ci sono altri personaggi che hanno reso noto il mercato videoludico ed ancora oggi rappresentano dei marchi indelebili.

Prince of Persia, una statua di sabbia nel centro di Londra


E pensare che si trattava di un titolo di vecchia data che fece la fortuna di alcune giovani console del passato e che moltissimi giocatori attuali nemmeno conoscono la sua esistenza. Un meccanismo di gioco probabilmente impossibile da tradurre in modo letterale sulle macchine da gioco attuale, ebbre di potenza e di potenziale sotto ogni punto di vista, ma modificabile in quella saga che tutti noi ormai conosciamo ed amiamo incondizionatamente.

Stiamo parlando di Prince of Persia, la serie di avventure ad alto tasso di azione che vede come protagonista un fiero combattente di origine orientale alle prese con una fitta serie di pericoli che vanno dalle trappole appuntite più acuminate che un videogioco abbia mai visto fino ad esseri umani armati di spada e pronti a combattere lama contro lama. Come saprete, molto presto Prince of Persia tornerà, con fierezza, a far parlare di sé.

Alien RPG, il gioco era già terminato prima della cancellazione


Il mondo della cinematografia ha ospitato con valido successo una serie di film ad alto tasso di tensione che sicuramente molti appassionati, così come molti spettatori occasionali sicuramente ricorderanno. Tra questi figura senza ombra di dubbio una pellicola che è diventata un vero cult nel settore dei film d’azione spruzzati con dei forti elementi di terrore ed un bel po’ di fantascienza, tentando, con successo, di ammaliare un numero di persone decisamente vasto.

Si tratta di Alien, un film cult per intere generazioni che dall’ormai lontano 1979 hanno tremato di paura per quegli esseri feroci con cui avevano a che fare i protagonisti del film, alimentando paure e di certo non conciliando il sonno dei più timorosi tra gli incauti spettatori del lungometraggio. Non tutti i film della serie sono stati indimenticabili, ma c’era quel tanto che è bastato affinché Alien beneficiasse anche di alcune gustose trasposizioni videoludiche.

Brain Training non allena il cervello, parola di studiosi


Sono dei titoli che hano fatto la fortuna, è davvero il caso di dirlo di alcune console. Esempio emblematico è il Nintendo DS, una macchina portatile che deve la sua diffusione non soltanto ai giochi classici che ogni tipo di supporto presenta nella sua vasta e meritevole collezione di videogiochi, ma anche a questi speciali strumenti, se così vogliamo chiamarli, che definire semplici giochi sarebbe assolutamente riduttivo.

Si tratta dei giochi d’intelligenza, quegli speciali test nati con il primo e portentoso Brain Training, che hanno incuriosito un numero imprecisato di utenti, non soltanto quelli avvezzi a controller e console da tempo, ma in special modo persone che non avevano mai impugnato un joystick e non avevano mai posseduto nessun prodigio videoludico prima d’allora, innescando una particolare rivoluzione basata sullo sviluppo del cervello attraverso questi mezzi.

Jerry Bruckheimer, tra 10 anni nessuna differenza tra film e videogiochi


Sono stati davvero fatti moltissimi passi avanti negli ultimi anni nel mondo del videogioco. Se ci giriamo indietro e diamo un’occhiata a quello che c’era sul mercato appena una decina d’anni fa, ci renderemo conto come, le case di sviluppo e le compagnie che hanno messo sul mercato le macchine da gioco attualmente in circolazione, abbiano ampliato gli orizzonti di divertimento possibile utilizzando l’intrattenimento videoludico.

Un tempo era quasi impossibile pensare di poter giocare ad un’avventura complessa come quelle che invadono piacevolmente le nostre console ormai già da un po’ come evoluzione naturale dei classici platform che hanno fatto la fortuna delle macchine da gioco di qualche generazione fa. Ma questo vale per tutti gli altri titoli che si sono trasformati diventando qualcosa di diverso rispetto al giochino semplice come era inteso tempo fa.

Ankama Convention #5, cronaca di un successo


Come vi abbiamo già annunciato circa un mesetto fa, gli scorsi 17 e 18 aprile presso la Paris Expo Porte de Versailles si è tenuta la Ankama Convention #5, un imperdibile incontro con tutto il variegato mondo appartenente ad una delle più fiorenti compagnie dei nostri cugini francesi che non si racchiude soltanto nel mondo del videogioco ma spazio anche in quello dell’animazione e dei gadget, riferiti a tutti i prodotti lanciati sul mercato.

Grandissimo il successo ottenuto dalla fiera che ha richiamato all’incirca 20000 visitatori nei soli due giorni. Fortunati curiosi che hanno avuto modo di occupare le 150 postazioni ad accesso gratuito per provare instancabilmente Dofus, il titolo di punta della compagnia, un gustoso MMORPG disponibile anche in Italia che, per l’occasione, ha mostrato una nuova ambientazione glaciale denominata Frigost, il continente di ghiaccio.

Final Fantasy XIV, saranno presenti mostri classici


Si è affacciato da pochissimo sugli scaffali dei nostri negozi di fiducia il tredicesimo capitolo di una delle saghe più famose ed adorate dal pubblico videoludico, in particolar modo da quella fetta che predilige un uso massiccio della strategia e dell’intelligenza, di un briciolo di tattica in più accantonando l’azione bella e pura di altri titoli, dividendo esattamente in due gli appassionati riguardo l’accoglienza dello stesso gioco.

Si tratta di Final Fantasy XIII, ultimo nato della famosa dinastia della Square-Enix che si è fatto un po’ attendere, rispetto alla versione nipponica disponibile ormai già da un po’, ma che finalmente è arrivato in una versione comprensibile anche qui da noi, facendo impazzire gli orfani di un titolo di questo calibro ma scontentando anche chi si aspettava in realtà qualcosa di più da un gioco di questa portata. Non abbiamo fatto in tempo a digerire questo titolo che si parla già di altro.

Heavy Rain, pronosticato un milione e mezzo di copie vendute


Saranno stati gli annunci golosissimi da parte della Quantic Dream che si è occupata dello sviluppo del gioco, riguardo le varie anticipazioni sulla struttura atipica che fin da subito è stata concepita per rivoluzionare in qualche modo il concetto di titoli d’azione e d’avventura disponibili su una determinata console. Saranno state le ghiottissime immagini che sono state pubblicate nel corso dei mesi di gestazione a far venire l’acquolina in bocca al pubblico videoludico.

Saranno stati anche i numerosi video che pian piano hanno mostrato il gameplay effettivo che tanto era stato pubblicizzato e che finalmente era possibile vedere con i nostri occhi e comprendere effettivamente a cosa stavamo andando incontro. Insomma sono stati diversi gli elementi che hanno reso possibile un tale clamore riguardo l’uscita tanto attesa di un gioco tra i migliori dell’anno, quello che risponde all’altisonante nome di Heavy Rain.

Alan Wake, da MMO a survival horror


Di survival horror ormai le nostre console sono veramente piene, rendendo il genere quasi inflazionato. La causa è sicuramente da ricercare nel grandissimo successo ottenuto da quello che in molti considerano il vero apripista del genere, ovvero Resident Evil, il prezioso gioiellino della Capcom, nonostante anche nel passato ci fossero numerosi titoli dalle atmosfere terrorizzanti che però mai riuscirono ad incarnare una simile magia spaventosa.

Da quel giorno infinite furono le soluzioni adottate per bissare quel successo, come l’arrivo di giochi in cui fantasmi da incubo scorazzavano liberamente per magioni orientali dall’aspetto desolato e fatiscente, mostrandosi in apparizioni degne di una pellicola horror nipponica, o ancora ambientazioni che sembrano partorite dalla mente di un pazzo schizofrenico, con mostri di ogni specie e mutazioni genetiche anomale.

Miyamoto, i suoi giochi migliori ancora non sono arrivati


Sono davvero brillanti i gioielli che nella sua carriera videoludica è riuscito a regalarci un uomo che ha legato il suo nome indissolubilmente a dei capolavori intramontabili che hanno segnato in modo forte e profondo l’intero mondo videoludico. Anche chi non apprezza, per gusto personale le sue scoperte, di certo non può negare che si tratti comunque di veri e propri simboli dell’intrattenimento videoludico, giochi che hanno rappresentato un’era.

L’eroe in questione è Shigeru Miyamoto, un personaggio che conoscete bene e che abbiamo preso in esame diverse volte. Ed è anche normale visto che si tratta di una mente creativa che ha dispensato titoli dal grande valore per la comunità videoludica, a cominciare dall’apparizione sulle nostre console di quel buffo faccione baffuto che risponde al nome di Mario, un vero protagonista da anni ed anni del nostro divertimento.

Super Street Fighter IV, 95/100 come voto su Xbox World 360


Scatenò un vero pandemonio in sala giochi prima e sulle console casalinghe successivamente, rivoluzionando in qualche modo il mondo dei picchiaduro, allora esclusivamente in due dimensioni, portando in scena un vero concentrato di divertimento, riuscendo a dosare al meglio tutti gli elementi necessari per far sì che un titolo resti indimenticabile e scalfisca un solco profondo nella mente dei numerosi videogiocatori.

Il gioco in questione, probabilmente l’avrete capito, prendeva il nome di Street Fighter II e dal giorno della sua uscita sono passati ormai vent’anni e tantissima acqua sotto i ponti videoludico, aggiungendo una nuova dimensione al genere, ma rendendo comunque immortale quell’antico progetto. Di recente la saga ha avuto un nuovo capitolo ufficiale, Street Fighter IV che è piaciuto molto, ma la vera conquista arriva ora.

Final Fantasy, i prossimi giochi divisi in capitoli?


Gli appassionati di giochi di ruolo conoscono bene il suo nome e stimano tantissimo, a livello planetario, la passione e la cura con la quale anno dopo anno ha sfornato degli infiniti capolavori di un genere predominante in special modo nel paese del sol levante, ma che pian piano è riuscito a farsi valere anche nelle zone più occidentali, soprattutto per il grande valore dei titoli portati alla ribalta proprio dalla compagnia di sviluppo in questione.

La Square-Enix è insomma un vero pilastro dell’intrattenimento videoludico in quanto, soprattutto, un genere in particolare, quello dei giochi di ruolo, di cui è maestra indiscussa, avendo centrato più volte il bersaglio con alcune tipologie di titoli che sono rimasti nella mente e nel cuore degli appassionati di tutto il mondo. Non è quindi sorprendente notare il clamore dietro l’uscita di un nuovo capitolo della sua saga più importante e longeva.

Quentin Tarantino, amore per il Giappone ma non per i videogiochi


Il mondo del cinema ospita un gran numero di interpreti di grande fama capaci di rappresentare gli stati d’animo del proprio personaggio nel migliore dei modi facendo, a seconda delle occasioni, ridere a crepapelle lo spettatore o di fargli scendere una timida lacrimuccia nelle fasi più commoventi di alcuni pellicole. Ma se gli attori dimostrano tutta questa bravura, spesso è merito anche di chi li dirige dietro la macchina da presa.

E’ questo lo scopo dei registi più importanti di tutto il mondo, quello di mettere su pellicola ciò che hanno in mente utilizzando i personaggi scelti durante i casting. Tra i registi più noti al mondo, uno relativamente giovane ha preso il sopravvento in special modo per quanto riguarda la creazione di film d’azione in cui si è dimostrato di essere un vero maestro, tanto da riportare in auge diversi aspetti di un genere che finiva per accartocciarsi sempre su sé stesso.

Salute dei denti, messa a rischio dai videogiochi


Incessanti, continue e spesso ingiustificate, le critiche negative mosse nei confronti dei nostri videogiochi preferiti continuano a piovere come se nulla fosse, rincorrendo particolari studi che sembrano utilizzare semplicemente come capro espiatorio di tutti i mali del mondo, tutto ciò che ruota intorno alle console e affini, additando clamorosamente il nostro passatempo preferito senza riuscirne a vedere invece tutti i lati positivi.

E’ stata recente l’ultima critica mossa nei confronti del mondo dei videogiochi, inneggiando all’obesità nei ragazzi giovani che, a causa dell’attività troppo sedentaria, finiscono per accumulare chili su chili, acquisendo anche diversi problemi di salute dovuto al soprappeso estremo. Ma se pensavate di averle sentite tutte in merito alla nostra viscerale passione allora vi sbagliate di grosso visto che l’ultima accusa sembra davvero assurda.

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