Wii Music 2, qualcosa si muove sulla realizzazione


Un tempo questo genere non era affatto preso in considerazione del luminoso mondo delle console dentro il quale trovavano spazio solamente, per lo più, coloratissime avventure e divertentissimi platform, ma anche complessi giochi di ruolo o avveniristici sparatutto che hanno messo in luce i nostri riflessi e le nostre doti nei briefing da battaglia, eppure da qualche tempo il filone dei rhythm game ha avuto una vera e propria esplosione.

Il grande successo è arrivato quando qualcuno ha ben pensato di associare al classico controller, una sorta di tappetino su cui ballare realmente sulle musiche presentate dai vari giochi, offrendo quindi una fonte di interattività decisamente diversa e dannatamente accattivante rispetto a tutte quelle provate prima. Che dire poi delle prove di canto nelle varie simulazioni di karaoke che hanno visto la luce negli ultimi anni? E le varianti non sono finite qui.

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Suda51 e Shinji Mikami, a metà i lavori sul loro progetto segreto


Uno è il principe dell’originalità e della creatività per quanto riguarda l’intratteimento videoludico, elemento che di certo è importantissimo per un asso del suo mestiere, ovvero l’ideatore di videogames, capace di aver tirato fuori dal suo metaforico cilindro delle piccole perle che hanno fatto la sua fortuna come il particolare Killer7 nell’epoca della Playstation 2 e più di recente per No More Heroes, un gioco decisamente anomalo per la Wii.

L’altro è invece un apprezzato maestro che è stato capace di mettere in commercio un titolo, che risponde al nome di Resident Evil, che è stato capace di lanciare un genere che prima non era presente in modo così massiccio sulle macchine da gioco, introducendo l’effetto paura nelle sue creazioni, condite di zombie e creature mutanti che possono spuntar fuori da ogni angolo. Chi sono e cosa c’entrano questi due geni del mondo videoludico?

Kirby of the Stars, il ritorno del batuffolo rosa su Wii


Oggi si cerca sempre di stupire, di sconvolgere i numerosi appassionati di videogiochi, abituati ormai a tutto e al contrario di tutto grazie all’immenso materiale videoludico che si è fatto strada finora, partendo già dalle tipologie di personaggi che vengono selezionati come protagonisti dei giochi per console. Individui che di certo faremo fatica a trovare per strada, dotati di caratteristiche ed abbigliamenti completamente fuori dall’ordinario.

A parte archeologhe che indossano una semplice canotta e degli shorts con tanto di fondine per le armi da fuoco, gli ultimi personaggi che hanno visto la luce erano curatissimi sotto il profilo esteriore, con accessori e particolari di moda davvero dettagliati, sia sotto il piano personale e caratteristico, con un passato ben delineato e descritto ed un emotività che spesso rappresenta il fulcro fondamentale del gioco. Ma non è stato sempre così.

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American McGee’s Alice 2 ispirato da libri di psicoanalisi


Di recente il mondo del cinema è stato ancora una volta investito da quel ciclone visionario dalle tinte dark e favoleggianti conosciuto come Tim Burton, un regista molto amato dai suoi numerosi fans e riconosciuto come un genio da molti addetti ai lavori, che ha ben pensato di portare nelle sale di tutto il mondo una versione tutta sua dell’intramontabile storia narrata da Lewis Carroll, scontentando i puristi della favola ma eccitando i suoi estimatori.

Alice in Wonderland ha stupito molti per la sua magica atmosfera e per la cura di tutti i dettagli, dando la possibilità a Tim Burton di offrire una variante personale del mito di Alice, tra Stregatti fluttuanti, cappellai più matti del solito ed un’irresistibile regina di cuori che resterà un simbolo indelebile dello stesso film. Ma le versioni un po’ tinte di nero di Alice non si limitano all’opera di Tim Burton, ma anche ad un videogioco uscito un po’ di tempo fa.

My Empire, il nostro impero sorge su Facebook


Chi almeno una volta, magari studiando varie materie noiose a scuola, si è imbattuto nella magia dell’antica Roma, un luogo che ora vediamo come una metropoli completamente immersa nel caos quotidiano e nello stress che può tagliarsi con un coltello, ma che un tempo era un territorio dove diverse personalità si avvicendavano al comando di un paese in pieno sviluppo, con tutte le caratteristiche del caso da tenere sotto controllo.

Nei panni di una specie di governatore esattamente posto ai tempi degli imperi antichi, vi ritroverete se deciderete di provare il nuovo gioco che è stato lanciato su Facebook e che troverete direttamente a questo link. La nuova applicazione prende il nome di My Empire e ci pone proprio al comando dello sviluppatore di un paese in piena nascita, inizialmente con una sparuta casetta e una strada ad incrocio, il tutto però pronto ad ingigantirsi.

Zelda Wii, controlli più semplici per il ritorno di Link


Uno degli ultimi episodi della saga di giochi di ruolo che qualche anno fa si è letteralmente divertita a modificare strutturalmente un genere che era fedelmente associato all’antica scuola giapponese con combattimenti a turni e ruoli ben definiti, come voi tutti saprete è Zelda Twilight Princess, un capitolo dedicato in esclusiva alla Wii che allora aveva ancora bisogno di forti traini per convincere gli scettici giocatori ad acquistare una console diversa dalle altre.

Zelda Twilight Princess è stato quindi un titolo molto atteso e tante erano le aspettative per un salto di qualità notevole dai recenti episodi sulle console portatili e soprattutto dai grandi esponenti presenti sulle macchine da gioco del passato. Il risultato è stato soddisfacente per certi versi, ma per altri invece, gli appassionati hanno un po’ storto il naso di fronte ad alcune differenze sostanziali con i precedenti capitoli e varie cose che non andavano.

Vanquish, una ricca gallery del gioco in azione


Più e più volte nel mondo dei videogiochi, l’elemento futuristico e fantascientifico ha rappresentato il punto di forza di determinati titoli, evitando totalmente le classiche ambientazioni tipiche delle avventure o dei platform, andando piuttosto ad offrire al giocatore scenari molto più scarni e desolanti, ma ricchi di atmosfera e di pathos, ideali come sfondi per delle battaglie tenaci e forsennate tra i protagonisti della vicenda.

Più o meno sotto questo affollato plot narrativo, nasce il nuovo progetto di Shinji mikami, il tanto celebrato papà di uno dei survival horror più eccelsi che ci siano in circolazione, come Resident Evil, e su cui ci è già capitato di spendere qualche positiva parola. Il nome del progetto è Vanquish e ci troveremo appunto in uno scenario tipicamente poco pacifico in cui New York addirittura sta per essere annientata, tra colpi di Stato e robot impazziti.

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