
C’era una volta, tanto, tanto tempo fa, un mezzo divertentissimo che si poteva facilmente trovare in tutte le sale giochi fino più o meno agli inizi degli anni ’90 per diventare poi sempre più raro, tando da trasformarsi quasi in un oggetto di modernariato che, qualche simpatico e danaroso collezionista, decideva di trasportare direttamente in casa come arredamento piuttosto sui generis, e soprattutto per farsi una sana partitina ogni tanto memore dei vecchi tempi.
Si parla di flipper, quei grossi cabinati che hanno emozionato chi di noi ha qualche anno in più con un meccanismo molto semplice: accumulare un punteggio sufficiente da battere tutti i componenti della nostra cricca di amici e magari di segnare le nostre iniziali nella tabella di punteggi del flipper stesso. Molti esponenti del genere sono arrivati anche su console, permettendo di rivivere in qualche modo quella magia ed uno di questi fu Pinball Dreams.