Se avete qualche annetto alle spalle, ricorderete sicuramente uno dei giochi che ha fatto penare generazioni intere di improvvisati risolutori di puzzle nel vano tentativo di riposizionare nel giusto ordine le facce di una particolare figura. Stiamo parlando chiaramente del cubo di Rubik, quello strambo cubo colorato che deve il suo nome all’inventore ungherese che nel 1974 lo mise in circolazione.
Lo scopo era quello di spostare in varie direzioni alcuni elementi delle facce del cubo in modo da colorare tutta una facciata della stessa tinta: tanto facile da spiegare ma tanto complicato da risolvere visto che in pochissimi sono riusciti in questa ardua impresa. Ebbene, riprendendo quel gioco tortura-menti arriva sulle Wii e su Nintendo DS un titolo che sfrutta appieno quella diavoleria e ci mette di nuovo alla prova.