BioShock Infinite, verso l’infinito e oltre

di Davide Leoni 1

Verso l’infinito e oltre, non c’è motto migliore di questo per iniziare a parlare di BioShock Infinite, nuova creatura di Ken Levine e primo spin-off della serie. E’ bene chiarire che Infinite non è BioShock 3 ma non abbiate timore perché ci troviamo di fronte ad uno dei migliori giochi di questa generazione, se non di tutti i tempi, e scusate se è poco.

Grafica e sonoro

Pur essendo realizzato con il vetusto Unreal Engine 3 BioShock può decisamente dire la sua sotto il profilo grafico, merito di un motore completamente riscritto ed ottimizzato.

Tecnicamente parlando l’ultima produzione Irrational Games è semplicemente sbalorditiva, stupisce l’enorme varietà delle ambientazioni, la città di Columbia è viva come non mai, merito di un magistrale uso dei colori e di una direzione artistica da premio Oscar.

Degni di nota anche gli effetti di luce e la qualità delle texture, precise e curate in ogni minimo particolare, da citare poi la totale assenza di rallentamenti o fastidiosi effetti pop-up, semplicemente inesistenti.

Ottimo anche il lavoro svolto sui personaggi, anche se in questo caso bisogna dire che il nostro eroe non risulta particolarmente originale, Booker è il classico pioniere americano con la barba incolta, la faccia da bravo ragazzo ed un fucile sulle spalle, mentre Elizabeth è sicuramente più caratterizzata in questo senso.

Dal punto di vista tecnico BioShock Infinite è una delle migliori produzioni degli ultimi anni e spreme al massimo ogni singola goccia di potenza dalle macchine dell’attuale generazione.

Decisamente superlativo anche il comparto audio, non solo per le musiche evocative ed ispirate ma anche per un doppiaggio sublime con voci che caratterizzano alla perfezione ogni personaggio. Giocare senza audio a BioShock Infinite vuol dire perdersi una parte importante dell’esperienza ludica offerta dal titolo 2K Games.

Giocabilità e longevità

Partiamo subito da un dato di fatto, BioShock Infinite è un gioco con una trama completamente differente rispetto ai primi due episodi della serie. In Infinite non troveremo la città sommersa di Rapture, il gioco è ambientato a Columbia nel 1912.

Agli albori della rivoluzione industriale gli Stati Uniti progettano la città perfetta per dare il via a un nuovo corso, Columbia. Qualcosa però non va per il verso giusto e la città sparisce tra le nuvole del cielo, diventando così un atollo senza precisa ubicazione e con regole completamente diverse rispetto a quelle del mondo civile.

Protagonista del gioco è il giovane Booker DeWitt, ex agente della Pinkerton schiacciato dai debiti e dalla crisi finanziaria. Un giorno Booker si imbatte in misterioso personaggio che gli promette palate di dollari solo se volerà fino a Columbia per salvare Elizabeth e riportarla a New York.

Inizia così la storia di BioShock Infinite, il gioco si snoda lungo uno trama articolata e complessa che sarebbe ingiusto riassumere in poche righe, senza rovinarvi la sorpresa vi dico solo che durante la vostra avventura avrete a che fare con personaggi bizzarri e con colpi di scena che vi faranno ribaltare dalla poltrona.

Se la trama è decisamente ricca di sfumature non è da meno il gameplay, BioShock Infinite non è il solito classico FPS, così come i precedenti episodi Infinite presenta una componente esplorativa ed evolutiva tipica dei GDR. Non dovremo solo muoverci per Columbia sparando a tutto quello che si muove, anzi, usare il cervello sarà fondamentale per proseguire nel nostro viaggio.

Il sistema di gioco premia i giocatori più arguti, certo niente impedisce di affrontare BioShock Infinite come un qualsiasi Call Of Duty, ma certo non avrebbe molto senso e vi sconsiglio caldamente di farlo per non rovinarvi il divertimento.

La campagna di BioShock Infinite vi terrà compagnia per circa dieci ore, Irrational Games ha già promesso DLC e contenuti extra per espandere la storia, manca invece qualsiasi forma di multiplayer e sinceramente in un gioco di questo spessore non se ne sente la mancanza.

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