La bussola d’oro, dai cinema alle console

di Gaetano Cutri Commenta

E’ arrivato questo mese sui grandi schermi italiani, come del resto era facile immaginare con titoli di grande presa sul pubblico come questo. Non è tardato l’arrivo della trasposizione per console di uno dei film fantasy che ha sbancato e continuo ad avere successo al botteghino durante queste feste natalizie, ovvero la Bussola d’oro (Titolo originale “The Golden Compass”).

La storia è quella di Lyra, una dolce bambina di 11 anni che si ritroverà coinvolta involontariamente al centro di un’antica profezia che la vedrà affrontare un mondo parallelo al nostro nel quale ogni essere umano è accompagnato da un Daimon, ovvero la rappresentazione concreta della propria anima nelle sembianze di un animale. Lyra inizierà l’avventura per salvare il suo migliore amico rapito dai cattivi di turno, ma ben presto si ritroverà ad affrontare la sfida che la porterà a salvare addirittura più universi.


GAMEPLAY

La struttura di gioco cambia a seconda del protagonista che ci ritroviamo a guidare in quel momento. Infatti non avremo solo la possibilità di giocare con la piccola Lyra, ma avremo anche l’opportunità di contare sulla prestanza fisica del grosso orso polare Iorek Byrnison. Se per Lyra il gioco si tramuterà in una sorta di platform con iniezioni action grazie all’utilizzo del suo daimon, con l’orso ci ritroveremo ad affrontare una sorta di picchiaduro a scorrimento in cui il nostro obiettivo sarà quello di annientare tutti i nemici sullo schermo.

CONCLUSIONI

Non ho mai apprezzato molto le trasposizione videoludiche di film di successo. Si sa bene che vengono fatti quasi sempre per approfittare della fortuna di una determinata pellicola per poter vendere anche il gioco, magari fatto in quattro e quattr’otto e senza una vera base solida sotto, né narrativa né di game-play. Questo gioco purtroppo non fa eccezione presentando una sfida di certo non a livello delle recenti produzioni e la noia dopo un po’ si farà avanti. Peccato.

Voto Finale: 5

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