Scontro tra EA e Fox

di Edoardo Gioe 1

Un recente dibattito su Fox News in America ha visto come oggetto il videogioco Mass Effect. Il gioco viene criticato duramente da un giornalista e una psicologa a causa della famosa scena di sesso che può avvenire all’interno della storia di questo straordinario gioco Bioware.

Il dibattito, aperto con tanto di tagline “seXboxvede la psicologa asserire che il gioco fa apparire le donne come degli “oggetti” con i quali è possibile fare sesso. Contro queste parole si scaglia Geoff Keighley, che cerca di spiegare alle due donne (le quali non hanno mai giocato a Mass Effect) come la scena di sesso non sia affatto esplicita in quanto l’inquadratura riprende soltanto i due corpi di profilo e come il sesso in Mass Effect sia il punto di arrivo di una forte relazione interpersonale sviluppatasi tra il protagonista ed un altro personaggio. Relazione che, tra l’altro, è del tutto opzionale.

Contro la notizia falsa, si scaglia EA (Electronic Arts), la compagnia che possiede Bioware/Pandemic, gli sviluppatori del gioco.

Dopo il salto la lettera di EA indirizzata al produttore del programma televisivo.


“I titoli della storia presentata da voi in tv recitava: “Nuovo videogioco mostra nudi integrali e sesso.” Fatto: Mass Effect non include nudi integrali o frontali. Le scene di amore, racchiuse in sequente non interattive, includono inquadrature di profilo e di lato – un modo di rappresentare spesso utilizzato in molti show televisivi da prima serata. Vale anche la pena di notare che il gioco richiede che i giocatori sviluppino complesse relazioni prima che i personaggi possano raggiungere un’intimità, e che i giocatori possono decidere di evitare del tutto le scene.

La voce fuori campo di FNC dice: “Vedrete nudi integrali e i giocatori avranno la possibilità di fare sesso esplicito.”
Fatto: Le scene di sesso in Mass Effect non sono esplicite. Le scene sono molto simili a quelle spesso viste sui network televisivi in prima serata.

Un giornalista di FNC dice: “I critici asseriscono che Mass Effect è mirato ad un pubblico di ragazzini e adolescenti.”
Fatto: Questo è semplicemente falso. Mass Effect e tutta la sua campagna di marketing sono state recensite dalla Entertainment Software Rating Board (ESRB, l’equivalente del PEGI europeo) e hanno ricevuto la classificazione di “Mature – appropriato per giocatori dai 17 anni in su“. La ESRB si prodiga di richiedere che i rivenditori si accertino dell’età degli acquirenti per la vendita di titoli classificati M e il sistema è stato lodato da membri del Congresso, così come dalla Federal Trade Commission (Commissione per il Commercio Federale, n.d.r.). In termini pratici, il sistema di classificazione funziona bene tanto quanto, se non meglio, di quello usato per informare gli spettatori sui contenuti dei programmi televisivi.

Il reportage (quello di Fox News, n.d.r.) era un insulto agli uomini e alle donne che hanno speso anni della loro vita per creare un gioco acclamato dalla critica per i suoi altissimi standard creativi. Con i videogiochi che continuano ad allontanare il pubblico dalla televisione, ci aspettiamo di vedere altri reportage televisivi che avvertano i genitori della corrotta influenza del divertimento interattivo. Tutto questo però rappresenta un nuovo livello di audacia.

Lei guarda Fox Network? Guarda Family Guy (I Griffin, n.d.r.)? Ha mai visto The O.C.? Pensa che le situazioni sessuali di Mass Effect siano più esplicite di scene continuamente mandate in onda da quei show? Lei crede sinceramente che i ragazzini siano più esposti a Mass Effect che a quei show mandati in onda in prima serata?

Questa non è una minaccia di azione legale, è un appello al suo senso di giustizia. Stiamo chiedendo a FNC di correggere il tiro su Mass Effect.”

Cordialmente,

Jeff Brown
Vice President of Communications
Electronic Arts, Inc.

Fa piacere che le compagnie stiano finalmente facendo in modo di difendere i loro prodotti creativi. Fa piacere, anche se questo significa schierarsi dalla parte di EA, cosa che non viene facile a tutti. Ci auguriamo che episodi del genere possano aiutare la stampa tradizionale a non vedere i giochi come concorrenza o come materia facile per storie facili, e infine cambiare il modo che ha il mondo di vedere i videogiochi.

Fonte: kotaku

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