
Tanto tanto tempo fa, quando ancora i colorati draghetti provenienti da un altro gioco si mettessero dietro una balestra per sparare delle bolle altrettanto variopinte nell’area di gioco affinché il tutto sparisse nel nulla, ma soprattutto prima che un manipolo di uccelli inferociti varcasse i confini videoludici e lasciasse con un palmo di naso un’orda di porcellini, c’era praticamente solo un puzzle game che riusciva a farci letteralmente impazzire.
I protagonisti del gioco erano dei semplicissimi mattoncini, degli ammassi di quadratini dalle forme più strane, come lunghe file da quattro o quadratoni più grandi da collocare nel migliore dei modi in una ristretta area di gioco in modo da completare delle file intere orizzontali in modo da far sparire quella riga e fare spazio a nuovi mattoncini provenienti dall’altro e pronti a planare con velocità sempre maggiori. Avete capito di cosa stiamo parlando, vero?