Keiji Inafune, critiche alla Capcom dopo averla lasciata

di Gaetano Cutri Commenta


Una delle case di sviluppo più ammirate e celebrate della storia dei videogiochi è sicuramente la Capcom. Tutti voi appassionati probabilmente la conoscerete per le numerose saghe che hanno dato vita al successo vero e proprio di alcune console del presente e del passato. Basterà ricordare ai tempi dei gloriosi picchiaduro a scorrimento, i primati raggiunti dal primo episodio e, in parte, dai diretti seguiti di una serie importante come Final Fight.

Come dimenticare poi Street Fighter, quello che tutti definiamo come il miglior picchiaduro a due dimensioni che ancora oggi, alla sua veneranda età di vent’anni, riesce ancora a tenerci incollati davanti ai monitor pronti ad organizzare nuovi scontri e nuovi duelli. Ci sarebbe ancora molto da dire della Capcom, per esempio del glorioso ingresso nel mondo dei survival horror con Resident Evil, ma non è tutto oro quello che luccica.


Vi abbiamo infatti annunciato appena qualche giorno fa dell’uscita di scena, almeno per quanto riguarda la collaborazione con la Capcom, di un uomo molto importante per questa nota casa di sviluppo, ovvero Keiji Inafune. La sua mente creativa ha dato vita alla fine degli anni ’80 al mitico Mega Man ed ha collaborato ad alcuni giochi molto importanti, tra cui alcuni degli episodi delle serie sopraccitate, che hanno reso inconfondibile il marchio della Capcom.

Ora che il matrimonio tra Inafune e la mamma di Street Fighter è terminato, lo sviluppatore si è tolto qualche sassolino dalla scarpa, definendo la Capcom una compagnia che sta trasformando le sue menti creative in semplici salariati, rendendo quindi difficile realizzare un buon lavoro visto che manca la passione, ingrediente fondamentale per portare alla luce un progetto valido. Ora Inafune inizierà una strada per conto suo e speriamo che questo ci regali in futuro buoni frutti.

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