Giochi della memoria, The Twisted Tale of Spike McFang

di Gaetano Cutri Commenta


C’erano una volta tre regni, apparentemente conviventi in pace in una piccola porzione di territorio, permettendo al tempo di scorrere placido e ai propri abitanti di svolgere pacificamente le solite attività di ogni giorno. Ma nel mondo dei videogiochi la pace può mai durare in eterno? Ovviamente no ed infatti anche nel gioco di cui vi parleremo oggi purtroppo la tranquillità dei tre regni viene messa a ferro e fuoco dalla solita sete di potere
.
Il nemico della situazione è il Generale Von Hesler, a capo di uno dei tre regni che, preso dalla smania di possedere anche gli altri, decide con l’aiuto di un esercito dotato di magia nera e di una temibile armata di zombie, di prendere il controllo anche del paese comandato da Vampra, nonché di quello presidiato da Dracuman. La figlia di Vampra va così a chiedere aiuto a Spike McFang figlio di Dracuman per risollevare del sorti del paese.


E’ questo l’inizio di The Twisted Tale of Spike McFang, un divertente gioco di ruolo che vide la luce quasi vent’anni fa su Super Nintendo rappresentando una valida alternativa agli esponenti classici del genere. Lontano anni luce dai classici mostri sacri di tradizionale scuola nipponica che presentavano una struttura ferrea e orientato verso combattimenti casuali e schematici menu, il gioco in questione era invece molto più brioso e semplice.

The Twisted Tale of Spike McFang infatti in linea di massima può essere ricondotto a quella schiera di titoli che avrebbe voluto prendere il posto di uno qualsiasi degli episodi della saga di Zelda nel cuore degli appassionati. Non ci è riuscito visto che la saga non è arrivata fino a noi, ma avrebbe avuto tutte le carte in regola per far breccia nel cuore dei fans grazie ad una vasta gamma di azioni possibili ed un’ironia di fondo che prometteva divertimento e interesse costante.

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