Giochi della memoria, Gemfire

di Gaetano Cutri Commenta


Quando si parla di strategici al giorno d’oggi possono venire in mente un bel po’ di titoli adatti un po’ per tutti i gusti. C’è quello che si focalizza principalmente sull’atmosfera fantasy e quindi non perde l’occasione di sdoganare i classici cliché del caso come le tipiche classi di personaggi che immaginiamo di trovare in questo contesto. C’è chi invece si diverte in tutt’altro modo osando con una storia ai limiti dell’horror ma con qualche ingrediente in più.

E’ il caso ad esempio di Disgaea, una pregiatissima e premiatissima saga della Nippon Ichi che da diversi annetti riesce a divertirci con una banda di personaggi simpatici ed ironici, nonché con un umorismo di base che difficilmente trova posto in un gioco appartenente a questo filone: sarà per questo che i titoli di Disgaea hanno ottenuto tanto successo, infatti nel passato videoludico c’erano solo storie serie come quella di Gemfire.


Al contrario di alcuni colleghi già presenti sulle console del passato, anche precedenti alla pubblicazione di Gemfire infatti, in questo titolo non avremo modo di controllare solamente uno sparuto numero di personaggi sull’area di gioco classica di uno strategico a turni, ma avremo invece le briglie di una vera e propria battaglia campale. Sulla mappa guideremo solo dei piccoli avatar, ma ognuno rappresenta una vera e propria armata.

Spostando l’arciere ad esempio, avremmo modo di spostare un bel battaglione di novelli Robin Hood, così come spostando i cavalieri alzeremo un polverone con tutta la fanteria. Imbattendoci in un avversario si attiva la modalità combattimento in cui le intere fila di guerrieri iniziano la lotta spodestando un filone di avversari: eliminandoli tutti si ha la meglio su quell’avatar, eliminato quindi dal gioco. Gemfire è un titolo piuttosto semplice ma dal sapore alquanto epico.

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