Stephen King dalla parte dei videogiocatori

di Gaetano Cutri 1

Siamo abituati ormai da anni a subire violente critiche verso la nostra passione a causa della convinzione di alcuni non addetti ai lavori, dell’effetto che i videogiochi potrebbero farci, minando il nostro cervello e mettendoci idee strane in mente come un accumulo di violenza da soddisfare attraverso atti criminosi e bullismo oppure, nel migliori dei casi all’isolamento totale vivendo davanti ad un monitor.

Per fortuna ogni tanto qualche voce a nostro favore spunta e proprio di recente c’è stata una testimonianza che ha reso gioioso il mondo intero dei videogiocatori visto che a difenderci spunta addirittura Stephen King, il celebre scrittore e regista che da anni ci terrorizza con le sue storie da brivido avendo scritto grandissimi capolavori come Carrie oppure IT, con il suo malefico pagliaccio protagonista.


Stephen King sfrutta uno spazio dell’Entertainment Weekly per dire la sua riguardo queste continue rigide affermazioni di persone che sono contro lo sviluppo mediatico, allargando il discorso alle censure e alle critiche che vengono fatte anche a cinema e tv. Sono tristi ma famosi i casi che cita il grande scrittore, come l’assassino Cho Seung Hui che uccise in Virginia molti suoi compagni di college.

E’ vero che il ragazzo era un fan di Counter Strike ma di certo non è stato il videogioco a fargli avere delle armi per procedere con una reale carneficina. King continua poi additando la politica che non vede gli elefanti in casa e si appiglia alle limitazioni della libertà per i videogiochi e si augura un’educazione non tanto per i ragazzi quanto per i genitori che non devono affidarsi a questi critici che rappresentano delle “famiglie-surrogato”. Un applauso per Stephen King!

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