American McGee’s Alice 2 ispirato da libri di psicoanalisi

di Gaetano Cutri 1


Di recente il mondo del cinema è stato ancora una volta investito da quel ciclone visionario dalle tinte dark e favoleggianti conosciuto come Tim Burton, un regista molto amato dai suoi numerosi fans e riconosciuto come un genio da molti addetti ai lavori, che ha ben pensato di portare nelle sale di tutto il mondo una versione tutta sua dell’intramontabile storia narrata da Lewis Carroll, scontentando i puristi della favola ma eccitando i suoi estimatori.

Alice in Wonderland ha stupito molti per la sua magica atmosfera e per la cura di tutti i dettagli, dando la possibilità a Tim Burton di offrire una variante personale del mito di Alice, tra Stregatti fluttuanti, cappellai più matti del solito ed un’irresistibile regina di cuori che resterà un simbolo indelebile dello stesso film. Ma le versioni un po’ tinte di nero di Alice non si limitano all’opera di Tim Burton, ma anche ad un videogioco uscito un po’ di tempo fa.


American McGee’s Alice infatti proponeva una storia liberamente ispirata alle vicende che vedono la dolce bambina protagonista, colorando il tutto con scenari decisamente più lugubri che hanno poco a che fare, per esempio, con il lungometraggio animato della Disney. Come vi abbiamo annunciato, anche un seguito della suddetta versione dark è alle porte, riportando l’Alice oscura nel mirabolante paese delle meraviglie con qualche pericolo in più.

Secondo recenti affermazioni dello stesso autore del gioco, pare che per trovare l’ispirazione per American McGee’s Alice 2, non ci sia stato solo bisogno di studiare bene i libri originali, ma ci siano anche idee suggerite da testi di psicoanalisi e addirittura di gnosticismo, rendendo il titolo provvisto anche di una sorta di corrente filosofico-religiosa. Con queste premesse dovremo attenderci un’Alice davvero fuori di testa.

Commenti (1)

  1. Wow!! Io ricordo che giocavo al primo sul mio (ormai defunto) Machintosh 8600!

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