PES 2013, provata la demo

di Giovanni Ferlazzo 1

Su Xbox LIVE, PlayStation Network e su PC tramite il sito ufficiale Konami, è disponibile da due giorni la prima demo di Pro Evolution Soccer 2013, che abbiamo provato approfonditamente per darvi un parere sul nuovo simulatore calcistico Konami. Sensazioni positive, seppur con qualche riserva.

Grafica e sonoro

Dal punto di vista tecnico non vi sono grandi cambiamenti rispetto lo scorso anno. Abbiamo provato la demo su PC, il massimo quindi che è possibile trovare per quanto concerne la grafica, ma i miglioramenti da PES 2012 sono davvero molto pochi. Il team di sviluppato ha lavorato perlopiù sul dettaglio, e in effetti i calciatori, specialmente quelli più famosi, sono praticamente la copia stampata delle controparti reali. Il colpo d’occhio è generalmente positivo ma non impressiona, il motore grafico paga i segni del tempo e si espone a qualche difetto progettuale, che non può essere risolto di punto in bianco. Generalmente comunque, lo abbiamo trovato superiore rispetto a FIFA 12.

Ancora deludente invece il comparto sonoro. Impossibile giudicare la qualità delle telecronaca visto che in questa demo è assente, ma gli effetti sonori sono praticamente gli stessi da anni e non sembra sia stato fatto alcun miglioramento evidente. Si spera di vedere qualcosa di più nella prossima demo e nella versione finale del prodotto.

Giocabilità

Grossi miglioramenti li abbiamo per fortuna riscontrati nel sistema di gioco. Grazie a un rinnovato motore fisico, il pallone gira meglio in campo e apre a trame di gioco più complesse e realistiche. La possibilità di passare la palla in maniera manuale, ovvero indirizzando personalmente la sfera, rende il tutto più coinvolgente e profondo che in passato e offre la possibilità di dare vita ad apposite tattiche, strategie e azioni del tutto nuove.

Anche perché si è lavorato tanto sui calciatori stessi, i quali adesso vantano un “rapporto” più realistico con la sfera: gli stop non sono automatizzati ma devono essere gestiti alla perfezione, così come i piccoli movimenti, soprattutto in fase di dribbling o raccoglimento di un suggerimento profondo o troppo corto. Dire che i binari invisibili delle precedenti edizioni sono finalmente scomparsi è un po’ esagerato, ma certo il fenomeno è stato ridotto fino all’osso e finalmente Pro Evolution Soccer sembra aver imboccata la strada giusta per partire all’inseguimento di FIFA.

Naturalmente trattandosi di una versione non definitiva non è tutto oro ciò che luccica: i movimenti dei giocatori in campo talvolta si presentano macchinosi e innaturali, sebbene come detto la situazione sia completamente diversa dallo scorso anno. Lo stesso discorso vale per l‘intelligenza artificiale, sicuramente superiore se si considerano i ventidue in campo in generale ma che si espone ancora a qualche difetto per punte e difensori centrali, che non risultano abbastanza svegli rispettivamente quando c’è da smarcarsi o coprire.

Commento finale

Salutiamo questo primo impatto con PES 2013 con un sorriso stampato in volto, consapevoli del fatto che c’è ancora molto da fare per far traballare il trono conquistato da FIFA. Però, finalmente, possiamo tornare a parlare di un gioco di calcio realistico, dai ritmi lenti e ragionati, ispirati inutile dirlo a quelli del rivale, ma che rappresentano quell’arma in più per riportare la sempre amata serie sui binari giusti. Potrebbe essere l’anno di Pro Evolution Soccer, o perlomeno, quello del suo rilancio definitivo.

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