Giochi della memoria: Final Fight

di Gaetano Cutri 1

C’è stato un periodo in cui nelle sale giochi spopolavano i picchiaduro. C’erano orde di ragazzini con aria da duri che non vedevano l’ora di suonarle di santa ragione ai nemici di turno, spesso nerboruti omaccioni che incarnavano il modello alla Schwarzenegger che andava tantissimo in quegli anni. Monetina dopo monetina questi capolavori da sala sono arrivati anche sulle nostre console per la gioia delle nostre partite.

Uno dei capolavori assoluti dell’ormai scomparso genere dei picchiaduro a scorrimento era senza dubbio Final Fight arrivato anche su Super Nintendo e portando la sua carica di adrenalina e soddisfazione nelle nostre case. Lo scopo del gioco era semplicemente quello di eliminare il gruppo di nemici presenti sullo schermo con le tecniche del personaggio prescelto e proseguire nel livello fino allo scontro col boss di turno.


I personaggi tra cui scegliere erano 3: Haggar, Cody e Guy. Il primo era una montagna umana, un vero orso da combattimento con un passato da wrestler, il più lento ma anche capace di infliggere maggior danno fisico. Cody era il personaggio più equilibrato, simile ad un attore americano preferiva dare pugni o calci volanti. Infine Guy con agilità estrema e tecniche quasi da ninja riusciva ad eliminare letalmente gli avversari.

Nel gioco si attraversava un’ipotetica città attraverso i sobborghi e le periferie più pericolose, passando per l’aria industriale, la metropolitana zeppa di ragazzetti e signorine davvero poco affidabili nonché un’assolata baia decisamente più incantevole ma dallo stesso grado di pericolosità. Final Fight ha partorito diversi seguiti che sono stati graditi ma non hanno raggiunto il successo del primo gioco, che resta ancora nell’Olimpo dei videogiochi.

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