Giochi della memoria: Bubsy

di Gaetano Cutri Commenta

L’era dei platform è iniziata anni e anni fa, nella cosiddetta preistoria dei videogiochi quando da poco si erano affacciati sul mercato i classici Pac-man e Pong e un certo idraulico italiano iniziava a salire e scendere nei tubi verdi schiacciando funghi e saltellando su verdi colline con una grafica che definire spartana è dir poco.

Negli anni il genere platform è però andato perdendosi a favore del genere adventure che ha portato ai vecchi giochi la terza dimensione snaturando il vecchio concetto di gioco a piattaforme che è tanto caro ai classici Mario e Sonic. E’ l’epoca delle console a 16 bit di Sega e Nintendo che ha beneficiato maggiormente di questo tipo di giochi e tra i tanti che se ne potrebbero ricordare e che cercherò di rammentarvi in questa rubrica apposita, c’era un certo Bubsy.


Bubsy è un buffo personaggio nato appunto sulla scia del periodo d’oro dei platform e assecondando i gusti dell’epoca, parliamo all’incirca del 1990, la Accolade scelse come protagonista un simpatico gattone dalla maglietta bianca. Il gioco era classicissimo: bisognava raggiungere la fine del livello saltellando nelle varie ambientazioni di gioco e nel frattempo farsi largo tra nemici divertenti ed animalescamente buffi.

Visto che il personaggio di cui prendevamo il comando era un gatto, come bonus da raccogliere durante il livello c’era tutta una serie di gomitoli colorati che potevano regalarci punteggi diversi a seconda del colore, oltre ovviamente alle magliette molto più difficili da trovare, che ci permettevano di ottenere una vita extra. Bubsy ebbe un successo discreto che permise alla casa produttrice di proporre un secondo capitolo davvero simile al primo che appunto per questa limitazione non ebbe un enorme riscontro, così come il rarissimo episodio in 3D per Playstation. Tornerà sulle nuove console il gattone dell’era 16 bit?

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