Persona 3 Portable, il trailer di presentazione del gioco su PSP


Lasciate volare libera la fantasia e tingete i vostri pensieri di colori non esattamente brillanti e vivaci. Immaginate che tra un giorno appena concluso e quello che sta per iniziare, esattamente allo scoccare della mezzanotte, qualcosa di imprevedibile accada, che uno squarcio nel tempo permetta ad alcune persone di vivere un’ora che in realtà non esiste, un’ora speciale che, le suddette persone che sono costrette a trascorrerla la definiscono l’ora oscura.

Quelli che sono obbligati a passare quest’ora in compagnia di creature non esattamente raccomandabili, sono i protagonisti di Persona 3, un affascinante gioco che ha fatto la fortuna degli ultimi anni di vita della Playstation 2, regalando agli appassionati possessori della console Sony, un degno esponente della categoria dei giochi di ruolo di stampo moderno, regalo che ora toccherà ricevere anche ai fieri possessori delle PSP.

Impiegato della Nintendo arrestato per percosse


Se c’è una compagnia di sviluppo molto importante che di certo non ha reso la violenza un ingrediente fondamentale dei suoi titoli di punta, sicuramente questa è la Nintendo. Una grande fiducia nelle sue forze e dei protagonisti che inneggiano all’amore, al rispetto e alla generosità sono sicuramente degli elementi importanti per aver reso i suoi giochi fruibili a tutti, senza dover necessariamente essere attaccati per i contenuti come accade a diversi distinti colleghi.

Se diamo un’occhiata ai titoli più importanti, non possiamo fare a meno di nominare Mario e tutta la serie di spin off slegati ai capitoli delle sue avventure primarie, tra giocosi picchiaduro e simpatici party games. E come dimenticare Zelda che, nonostante i combattimenti furiosi coi vari nemici tra arco, fionda e spada, poco spazio fa alla violenza gratuita. Eppure nonostante questi messaggi non vengono inviati ai giocatori, alcuni impiegati hanno dei seri problemi.

Heavy Rain, un film in arrivo?


A suo modo è riuscito a rivoluzionare il genere delle avventure permettendo al giocatori di turno di interagire in modo assolutamente inedito con una storia che ha del sorprendente visti i numerosi colpi di scena, l’incredibile atmosfere che si respira in qualunque sequenza del gioco e nel carisma dei personaggi che risultanto assolutamente credibli nonostante si tratti di semplici esseri virtuali che ci divertiamo a guidare attraverso l’intricata vicenda.

Il capolavoro di cui si parla è Heavy Rain, un gioco arrivato poco tempo fa in esclusiva su Playstation 3 che era già considerato prima del suo lancio un vero e proprio best seller annunciato, esattamente come poi è stato. Un grande nuovo classico che ha permesso al genere delle avventure e dei titoli d’azione di presentare un lato inedito di una vicenda che ricorda molto da vicino un film per il grande schermo. Nuove notizie riguardano proprio quest’argomento.

Due ore con i videogames al pari di una striscia di cocaina?


Non riusciamo mai ad abituarci, noi poveri appassionati di videogiochi, alle mille critiche mosse quasi quotidianamente nei confronti del nostro grande amore, quel semplice mezzo di intrattenimento videoludico che ci rende la giornata più piacevole proponendo delle sfide emozionanti e delle trame degne di un vero film per il grande schermo, facendoci conoscere personaggi interessanti e regalandoci tanto sano divertimento.

Molto si è detto da autorevoli saggi di ogni settore sul mondo dei videogiochi, come il principio che la sedentarietà necessaria per poter giocare porti direttamente all’obesità infantile, dimenticando i giochi che invece propongono attività fisiche e tutte le novità riguardanti i metodi di controllo ben più interattivi rispetto all’era del classico joypad. Ma la lista di critiche sarebbe davvero lunga e a quanto pare un nuovo elemento allungherà ancora l’elenco.

Shadow of Colossus, il film sarà in 3D


Capita spesso di attendere spasmodicamente un determinato gioco che poi purtroppo, a conti fatti, alla sua uscita, non mantiene le promesse, complici anche le aspettative forse un po’ troppo alte e viene immediatamente relegato nello scaffale dei giochi già terminati, pronto per impolverarsi per sempre. Succede più di rado invece che un titolo arrivato in sordina riesca a sorprendere fortemente e a regalare delle emozioni assolutamente incredibili.

Accadde questo con Ico, un leggiadro gioco che vide la luce su Playstation 2 che ci mise nei panni di un ragazzino sfortunatamente nato con le corna, impegnato a scappare da un maniero diroccato in cui era stato imprigionato dagli abitanti del villaggio, insieme alla sua compagna di viaggio lì conosciuta, avvolta nel mistero e nella purezza. Un successo non annunciato come quello di Ico diede spazio poco dopo ad un seguito indiretto altrettanto godibile.

Giochi della memoria, Chester Cheetah 2 Wild Wild Quest


I giochi disponibili per le console del passato hanno spesso rappresentato il risultato di alcuni esperimenti per nulla originali, bensì delle trovate commerciali belle e buone che sono state create con il solo scopo di poter attuare una certa manovra di mercato affinché un determinato prodotto venisse maggiormente venduto grazie ad una sorta di pubblicità intrinseca ad un titolo stesso destinato ad una determinata console.

Un concetto forse un po’ difficile da capire, una sorta di manovra di marketing che ben conoscono i produttori di console e di giochi, ma che spesso si verificava quando Sega Mega Drive e Super Nintendo si davano battaglia a suon di gustosi titoli. A far parte di questo esperimenti atti alla vendita di prodotti, in questo caso di una gustosa marca di snack, come mostrato la settimana scorsa, ci fu Chester Cheetah, gioco che riuscì ad avere addirittura un seguito.

Quantum Theory, una ricca gallery del gioco


Era praticamente obbligatorio, in tempi che furono, utilizzare come protagonista indiscusso di un vero gioco d’azione, di quelli massicci e frenetici che tanto fanno gioire ed impazzire gli appassionati di tutto il mondo, un personaggio maschile dalla corazza dura ed impenetrabile, senza intendere esclusivamente il suo abbigliamento da battaglia, ma anche la sua personalità, da vero uomo che non deve chiedere mai e fare solo il suo dovere.

Armati fino ai denti e corazzati in modo adeguato affinché l’orda di nemici di qualunque tipologia non riuscisse a scalfire l’unica possibilità di sopravvivenza del genere umano, i protagonisti maschili sono ormai solo un vecchio cliché che viene spesso ancora frequentemente utilizzato, ma allo stesso tempo c’è un occhio di riguardo anche per le donne, inserendo una leggiadra presenza femminile anche in quei titoli in cui apparentemente sarebbe fuori posto.

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