FIFA 2009, sfiorata la tragedia tra padre e figlio

di Gaetano Cutri Commenta


Un tempo effettivamente i videogiochi potevano essere, tutto sommato, considerati come dei passatempi un po’ alienanti che non permettevano all’utente di divertirsi insieme ad altri giocatori a causa della meccanica di gioco di alcuni titoli e all’assenza della tecnologia che abbiamo oggi che ci permette di connetterci alla rete e di sfidare persone lontane anche chilometri da noi, senza parlare degli scambi di opinioni ed informazioni tra forum e siti del settore.

Negli ultimi tempi, grazie anche alla struttura e al genere di alcuni particolari titoli, i ragazzi hanno iniziato a divertirsi contagiando con la passione per i videogiochi anche i famigliari, scatenando sfide e simpatiche partite in multiplayer anche con mamma, papà ed altri parenti più o meno stretti, rendendo il videogame come un’esperienza adatta a tutta la famiglia. Peccato che un recente avvenimento di cronaca abbia tinto di nero questo tipo di intrattenimento con la famiglia.


Un ragazzo sedicenne era intento a giocare da qualche ora a FIFA 2009, il celebre gioco di calcio tra i più amati del settore, in compagnia del padre nella propria casa di Torino. Infiammati dalla sfida, il padre ha più volte suggerito, forse in modo troppo irruente, un cambio di impostazioni di gioco al figlio, minacciandolo di staccare l’alimentazione della console. Ad una reazione del figlio, il padre ha messo in atto il suo piano, tirando la spina dalla presa, facendo terminare i giochi.

E’ stato allora che il figlio si è diretto in cucina ed è tornato subito dopo in salotto con un coltello da carne ferendo il padre alla gola e chiudendosi subito in camera. Il tempestivo soccorso della madre e un’operazione ben riuscita sono bastati per salvare la vita all’uomo, mentre al ragazzo spetterà il carcere. Un evento tragico che farà sicuramente additare i videogiochi come portatori di male, senza pensare che magari dietro quel gesto potesse esserci una crisi familiare sopita.

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