Giochi della memoria, Cadash

di Gaetano Cutri 1


Le atmosfere fantasy sono senza dubbio quelle che maggiormente i produttori di videogiochi utilizzano per ricreare un’ambientazione perfetta per un titolo da lanciare sul mercato. La presenza di personaggi tipici appartenenti al mondo fantastico e alle location che hanno fatto per esempio del Signore degli Anelli la sua fortuna, sono senza dubbio un punto a favore per la riuscita di un nuovo videogioco che vede la luce in un mercato già affollato.

Questo accade ora ma accadeva anche molto tempo fa quando di certo c’erano meno console e la mole di giochi non era arrivata ai picchi che abbiamo oggi. Uno dei titoli che beneficiava di quest’atmosfera fantasy era Cadash, un gioco nato in sala giochi e successivamente arrivato su Sega Mega Drive in una versione riveduta e corretta che però poneva dei limiti, probabilmente visto che la macchina da gioco non poteva eguagliare la potenza del cabinato.


La trama era banalotta e semplice: ci troviamo ancora una volta di fronte ad un rapimento, in questo caso quello di Sarasa, figlia unica del re di Deerzar, portata via dal malvagio mago Baarogue portando caos e scompiglio nella città. Nei panni di uno degli eroi disponibili dovevamo ovviamente riportare indietro l’adorata fanciulla e riportare pace e tranquillità nell’amena località di cui Deerzar era il re.

Potevamo vestire i panni di un guerriero, un mago, una sacerdotessa oppure un ninja nella versione da sala, mentre su Mega Drive avevamo accesso solamente ai primi due personaggi. Nonostante si trovasse in sala giochi, Cadash può essere considerato un action-rpg dal taglio molto semplice e veloce, riducendo all’osso i dialoghi e le sezioni d’acquisto nei negozi e concentrando tutto sulle battaglie. Un titolo semplice e banalotto che però non fu trascurato.

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