Giochi della memoria, Barkley Shut Up and Jam!

di Gaetano Cutri Commenta


Era davvero di moda, ai tempi delle console a 16 bit, premere l’acceleratore sui testimonial d’eccezione per promuovere alcuni titoli che magari non avrebbero mai riuscito ad avere quella spinta giusta per essere consacrati ai vertici delle classifiche di gradimento della massa. Tanti sono gli esempi che si possono fare, pescando a piene mani tra i personaggi di spicco del mondo della televisione e soprattutto tra gli atleti sportivi.

Vi abbiamo già menzionato ad esempio l’originale trovata alla base di Shaq-Fu, un vero e proprio picchiaduro che però, tra i protagonisti, vantava la presenza del giocatore di basket Shaquille O’Neal, una trovata particolarissima che ha donato di certo un tocco in più a quello che invece sarebbe stato un gioco come tanti altri. La presenza di uno sportivo d’eccezione però l’abbiamo avuto anche in Barkley Shut Up and Jam!


Al contrario di quello che abbiamo ritrovato in Shaq-Fu però, non ci siamo trovati davanti qualcosa che cambiasse notevolmente la natura del cestista protagonista, bensì una vera e propria simulazione di pallacanestro con l’unica particolarità donata dall’ambientazione. Al contrario di molti giochi simili che avevano come location principale veri e propri cambi da basket, in Barkley Shut Up and Jam! le partite si svolgevano altrove.

Campetti cittadini utilizzati dai “ragazzi di strada” oppure campi da gioco organizzati in spiaggia con un romantico tramonto sullo sfondo potevano essere delle ambientazioni adattissime per vivere tutta l’adrenalina di una partita di basket. Le animazioni e i movimenti dei protagonisti non facevano gridare al miracolo, ma rendevano bene, così come il divertimento offerto partita dopo partita grazie anche alla presenza della stella Charles Barkley.

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