EA: le console sono solo il 40% dell’industria

di Giovanni Ferlazzo Commenta


L’attuale generazione di console sta avendo una vita più lunga rispetto le ultime due. Nonostante Nintendo abbia già presentato il sistema di nuova generazione, il Wii U, Sony e Microsoft preferiscono attendere e per il momento non lasciano trapelare piani sugli eredi di PlayStation 3 e Xbox 360.

In risposta a coloro che ritengono il Wii U una macchina già vecchia, il CEO di Electronic Arts, John Riccitiello, ha detto intervistato da IndustryGamers che la cosa non ha più importanza dato che ormai le console non sono neanche più la forza dominante dell’industria dei videogiochi.

“Una delle cose meno interessanti per il settore è che ogni cinque anni vedi arrivare una nuova console o una nuova piattaforma da parte di tutte le case in gioco con aggiornamenti perlopiù simili in termini di hardware e servizi. Siamo abituati a questo, e sembrava pure abbastanza normale. Ma non è un modo particolarmente intelligente per portare avanti l’industria, considerata la crescita in termini economici degli investimenti da fare. E cerchiamo di essere realistici: nel 2000 le console potevano rappresentare l’80% del mercato dei videogiochi, oggi solo la metà”, ha detto seccamente.

“Voglio dire, non c’è più un punto di riferimento come una volta. Nintendo con il Wii U sta riunendo alcune delle cose che stiamo imparando dalle nuove tecnologie, le nuove piattaforme come l’iPad e la possibilità di integrare queste con una console da gioco. È il momento perfetto per fare una cosa del genere”, aggiunge.

Il CEO comunque confessa di essere sempre affascinato dalla potenza pura e dall’aspetto grafico sempre più realistico dei videogiochi odierni, ma crede che ad un certo punto gli aggiornamenti di questo tipo diventino insignificanti. “Vedo che c’è molta gente che discute se è migliore una visualizzazione in 720p o in 1080p. Ma è davvero necessario? Direi che bisognerebbe piuttosto dare ai consumatori qualche opportunità in più in termini di micro-transazioni ed esperienze sociali”.

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