OUYA, la console Android indipendente debutta tra speranza e ritardi

di Andrea Guida Commenta

Uno degli esperimenti più audaci e interessanti del mercato videoludico contemporaneo diventa finalmente realtà. A partire dalla giornata di ieri, è disponibile presso tutti i rivenditori di Stati Uniti e Regno Unito che hanno sposato l’iniziativa la tanto attesa OUYA, la console Android indipendente che come molti di voi ben sapranno è nata grazie ad un processo di crowd funding sviluppatosi su KickStarter.

La console è disponibile al prezzo di 99,99$ in un bundle che comprende anche un joypad. Ciascun joypad aggiuntivo viene venduto a 49,99$. La line-up attuale è composta da 179 giochi free-to-try, applicazioni multimediali per la fruizione di video, film, musica e quant’altro e strumenti per lo sviluppo di nuovi giochi disegnati su misura per OUYA.

Ciò che, inoltre, rende interessante la console è il fatto che è in grado di far girare non solo i giochi attualmente disponibili sul Google Play Store – e ce ne sono di davvero interessanti – ma anche degli emulatori, con i quali è possibile giocare ai vecchi titoli per SNES, Mega Drive, ma anche Nintendo 64 e PSX (con qualche difficoltà).

Quanto alle vendite, OUYA è risultata in poco tempo sold-out su Amazon ma ha dovuto far fronte a qualche problema verificatosi nelle consegne. Il prodotto, infatti, sarebbe dovuto giungere a casa degli utenti che l’avevano prenotato al day 1. In molti casi ciò non è accaduto e la fondatrice del progetto, Julie Uhrman, è stata costretta a chiedere pubblicamente scusa a nome dell’azienda che era stata incaricata di consegnare la console.

Ad ogni modo, non saranno certo questi piccoli intoppi a determinare il futuro di OUYA. Qui c’è un’intera filosofia di mercato, quella legata ai progetti low-cost indipendenti, che si mette in gioco, e le sorti di questa console potrebbero avere un serio impatto – almeno in prospettiva – sull’intero mercato del gaming casalingo.

Non ci resta che aspettare e vedere se Android, dopo il mercato smartphone, riuscirà a trovare spazio anche in quello videoludico. Voi cosa ne pensate?

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