Battlefield 5, c’è subito una mini-rivoluzione: morti più “difficili”?

di Roberto S. Commenta

Come era lecito aspettarsi, sono stati moltissimi gli utenti che si sono fiondati sui campi di battaglia di Battlefield 5 per provare quello che quasi di diritto può essere considerato come uno dei 4-5 giochi “clou” di questo 2018.

Non c’è quindi da meravigliarsi che, a pochi giorni dal rilascio della versione “globale”, i feedback su Battlefield 5 sono presenti un po’ in tutte le community online. Come da tradizione sia DICE (che ha sviluppato il gioco) che Electronic Arts hanno sondato gli umori della community, provando a capire dove si può intervenire sin da subito per rendere l’esperienza di gioco ancora più coinvolgente e realistica.

Ebbene, un po’ a sorpresa la maggior parte delle lamentele, anche se più che altro si tratta di semplici “consigli”, riguarda il Time to Kill e il Time to Death. Parliamo in pratica della velocità con cui si riesce ad uccidere un nemico e di quella con cui si finisce al tappeto dopo essere stati colpiti. In molti hanno segnalato, in particolare, che la velocità con cui si resta uccisi è davvero esagerata: praticamente impossibile cercare un riparo, né capire da dove siano stati sparati i colpi letali.

DICE da sempre è piuttosto reattiva coi commenti della community e ha già annunciato una patch correttiva che potrebbe arrivare a stretto giro di posta.

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