Recensione PS3: Metal Gear Rising Revengeance

di Davide Leoni Commenta

Metal Gear Solid Rising (titolo originale del progetto) ha rischiato seriamente di essere cancellato fino a quando Hideo Kojima ha deciso di affidare lo sviluppo a Platinum Games. Detto fatto, nuovo titolo (Metal Gear Rising Revengeance) ed un gioco finalmente pronto per approdare sugli scaffali dei negozi.

Grafica e sonoro

Tecnicamente Metal Gear Rising Revengeance è un gioco solamente discreto. Evidentemente il lungo processo di sviluppo ha segnato l’impianto grafico, che risulta certamente curato, ma non proprio al passo con i tempi, principalmente per colpa di un design piuttosto datato sia per quanto riguarda i personaggi (nemici e mech in particolare) sia per le ambientazioni, tutte uguali tra loro e scarsamente dettagliate.

Intendiamoci, niente di particolarmente scandaloso, Rising è in linea con la produzione Platinum Games e graficamente non siamo molto distanti da prodotti dello stesso studio come Anarchy Reigns e Vanquish, giusto per citare due esempi calzanti.

Per quanto riguarda il sonoro siamo su livelli più che buoni, il doppiaggio è in inglese, le voci sono particolarmente adatte ai vari personaggi e i dialoghi sono sottotitolati in un buon italiano. Decisamente rockeggianti le musiche, leggermente ripetitivi invece gli effetti sonori.

Giocabilità e longevità

Protagonista di Metal Gear Rising Revengeance è Raiden, trasformato per l’occasione in un cyborg ninja con la passione per le spade affilate, la sua arma primaria è infatti una katana capace di tagliare anche l’anima dei malcapitati.

La trama è piuttosto un pretesto per andare in giro ad affettare tutto e tutti, in futuro lontano il pianeta si ritrova nel caos più totale e toccherà proprio a Raiden riportare la situazione alla normalità e salvare il maggior numero di vite umane.

Niente di particolarmente elaborato, come potete intuire, ma del resto la trama non è mai stata il punto forte dei giochi del genere, bisogna dirlo. Se la trama è poco più che abbozzata lo stesso non si può dire del gameplay che rispecchia la tradizione di Platinum Games, maestra nel creare action game dinamici e frenetici.

Tutto quello che dobbiamo fare in Metal Gear Rising Revengeance è correre per i vari livelli affettando nemici e robottoni usando armi di ogni genere, per poi giungere all’immancabile scontro con il boss finale.

Detto così sembra tutto semplice ma in realtà il gioco ha un sistema di combo piuttosto profondo e non semplicissimo da padroneggiare almeno inizialmente. Dopo un primo periodo di apprendimento con i controlli riuscirete a eseguire combinazioni di mosse micidiali ed altamente spettacolari che vi regaleranno enormi soddisfazioni.

La durata della campagna è in linea con gli standard del genere (circa dieci ore), il problema è che Rising non offre particolari motivi per essere rigiocato una volta portato a termine e la totale mancanza del multiplayer non aiuta a migliorare la situazione.

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