Giochi della memoria, Indiana Jones and the Last Crusade

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Durante la sua carriera se l’è vista brutta molte volte a causa dei mille pericoli che sulla sua strada sono comparsi, da una miriade di lame acuminate nascoste sotto un pavimento cedevole fino a lupi assetati di sangue o addirittura un enorme tirannosauro che caratterizzò la collezione dei nemici animali conosciuti durante il primo episodio delle sue avventure, serie che ancora oggi, anche se con un po’ di smalto in meno, riesce ancora ad appassionare.

Stiamo parlando chiaramente della sensualissima Lara Croft, una delle punte di diamante del mercato del videogioco, tanto da diventare un’icona non soltanto per gli appassionati di console ma anche per il pubblico ordinario, riuscendo a scavalcare il gradimento del solo pubblico di nicchia che vive a pane e controller. La sua bellezza e le sue prodezze coreografiche mentre spara a più non posso contro i nemici l’hanno incoronata come la miglior archeologa in giro sulle console.


Ma chiaramente nell’affollato mondo dei videogiochi non è possibile pensare soltanto all’esistenza di un unico esponente dell’universo dell’archeologia visto che ci sono stati dei precedenti illustri rispetto alla conturbante signorina Croft. Uno fra questi è stato preso direttamente dal firmamento cinematografico: dopo il grande successo di uno dei tanti film della serie, era facile aspettarsi nell’epoca del caro Sega Mega Drive, una trasposizione delle avventure di Indiana Jones.

Indiana Jones and the Last Crusade, letteralmente l’Ultima Crociata è infatti uno dei migliori titoli dedicati al famoso archeologo. Nei panni del prode Indy dovevamo, com’è facile immaginare, visitare varie location tenendo a bada i nemici con la nostra frusta e scovando tesori nascosti. La grafica alquanto curata per il periodo e il fascino di un personaggio come Indiana Jones decretarono il successo anche del gioco, totalmente meritato.

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