Chavez, per lui i videogiochi sono come veleno

di Gaetano Cutri 1


Se state leggendo questo blog probabilmente vi ritenete dei veri appassionati di videogiochi e non vi fate scappare nessuna notizia che riguardi questo settore. Dalla data di uscita di un titolo che aspettavate con molta ansia fino alle specifiche tecniche di un nuovo videogame disponibile per PC, senza parlare dei nuovi generi che abbiamo avuto la possibilità di veder nascere e della trasformazione di quelli esistenti in nuovi filoni da seguire.

Insomma tutto questo lo facciamo perché conosciamo il vero sapore del videogame e conosciamo quanto divertimento e quante emozioni ci può regalare una partita ad uno dei nostri titoli preferiti, sfidando degli amici nelle modalità multiplayer o affrontando una nuova avventura per la prima volta, tentando di sviscerarla completamente andando a raggiungere anche degli obiettivi secondari affinché il gioco venga completato in maniera totale.


La nostra passione però non viene capita da tutti e molte volte dobbiamo assistere a vere e propria cacce alle streghe nei confronti dei nostri videogames preferiti che vengono additati come oggetti del diavolo, affibbiandoli tutti i difetti peggiori per la crescita di un bambino o di un ragazzo appassionato o anche come inutile passatempo per un adulto che ritrovi in un videogioco una forte passione. L’ultimo a schierarsi contro le console è addirittura un presidente.

Si tratta infatti di Hugo Chavez, il discusso leader del Venezuela balzato più volte sulle pagine di cronaca per le sue forti dichiarazioni che ha recentemente affermato come secondo lui la Playstation, riferendosi però probabilmente l’intero mercato videoludico, sarebbe addirittura come il veleno. Si schiera anche contro le Barbie, giochi che non hanno a che fare, secondo lui, con la cultura necessaria per il suo popolo. Immaginiamo soltanto lo scontento dei videogiocatori venezuelani.

Commenti (1)

  1. Spero lo castrino al più presto.

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