Foxconn usa ragazzi minorenni per la produzione del Wii U

di Davide Leoni Commenta

Nuovo scandalo al sole per Foxconn, azienda cinese finita più volte nel mirino della cronaca a causa dello sfruttamento dei lavoratori. E proprio di sfruttamento parliamo in questo caso, visto che, secondo quanto emerso nel corso del programma radiofonico Voice of China l’azienda ha usato dei minorenni per la produzione e l’assemblaggio del Wii U.

Nintendo ha affidato a Foxconn la produzione della nuova console e pare che i turni in fabbrica siano massacranti, tutti lavorano a pieno ritmo per riuscire a soddisfare la richiesta della grande N, pari a circa dieci milioni di pezzi per il 30 novembre. Una situazione che gli impiegati Foxconn purtroppo conoscono bene, visto che la storia sembra ripetersi ad ogni grande lancio di prodotti hi-tech, come iPhone ed iPad per esempio.

Lo scandalo questa volta, come detto, riguarda l’utilizzo di ragazzi minorenni, letteralmente presi da scuola e sbattuti in fabbrica con turni disumani. Diversi ragazzi tra i 14 ed i 16 anni sono stati “prelevati” dalle scuole superiori di Jiangsu e sbattuti nella fabbrica di Yantai, nella Cina nord orientale. I minorenni sarebbero liberi di abbandonare il lavoro quando vogliono, in questo caso però i professori (evidentemente d’accordo con i vertici Foxconn) hanno minacciato di non promuovere gli alunni.

Le testimonianze fanno sapere che i giovani sono stati usati sia per l’assemblaggio della console che per il trasporto della stessa e dei vari componenti. Viene portato ad esempio il caso di un ragazzo che, dopo diversi giorni (e notti) di lavoro massacranti ha chiesto un permesso per malattia, ovviamente negato. Il ragazzo non si è presentato al lavoro, poichè impossibilitato (del resto, aveva chiesto un permesso non a caso) e per tutta risposta è stato licenziato per assenteismo e addirittura cacciato dal suo istituto scolastico.

Foxconn dal canto suo ha ammesso che i minorenni hanno lavorato in fabbrica solamente per tre settimane e che non sono assolutamente state violate le norme cinesi sul lavoro, dopo aver terminato il periodo di lavoro i ragazzi hanno ripreso a frequentare normalmente la scuola.

Nintendo non ha ancora diramato un comunicato ufficiale in merito alla spinosa questione. La casa di Kyoto si è affidata a Foxconn anche per la produzione di Wii e 3DS (alcuni componenti vengono comunque realizzati in Giappone) senza particolari problemi, almeno fino ad ora.

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