Videogiochi come materia di studio nelle scuole inglesi?

di Gaetano Cutri Commenta


Che noia al mattino doversi alzare presto e maledire quella maledetta sveglia che inizia a suonare per farci piombare giù dal letto e ci costringe a prepararci in un battito di ciglia perché cronicamente, dopo un morso al cornetto e un sorso al cappuccino, ci ritroviamo maledettamente in ritardo per andare in quel luogo in cui mai vorremmo mettere piede ma che per anni bisogna frequentare per poter apprendere e conoscere quello che ci servirà in futuro.

“Maledetta scuola” urleranno molti di voi, maledicendo varie materie e vari argomenti che all’apparenza potrebbero sembrare antiquati ed inutili per la vita di tutti i giorni ma che magari in occasioni particolari potrebbero risultare essenziali. Detto questo, nonostante le modifiche alla struttura, la scuola risulta forse un po’ vecchiotta e non al passo coi tempi, sarà per questo che nel Regno Unito si guarda al futuro e avanzano proposte particolari.


Il Council for Industry and Higher Education ha infatti detto la sua, con la voce di un gruppo di esperti, trattando come argomento principale il mondo dei videogiochi legato a quello della scuola. Da tempo il Regno Unito sta vivendo un periodo nero per quanto riguarda lo sviluppo di nuove tecnologie ed industria digitale e un tentativo interessante, sarebbe quello di intraprendere un percorso formativo al riguardo proprio nelle scuole.

Tutti i ragazzi giovani utilizzano il computer, Facebook e ovviamente i videogames, ma proprio approfittando di questa passione, sarebbe utile introdurre come materia il videogioco, non come passatempo, come lo si vive a casa, ma analizzandolo nella struttura e nell’efficacia sul mercato. Pensate come sarebbe bello avere come materia di studio Resident Evil oppure Heavy Rain. Fortunati gli studenti inglesi se ciò dovesse diventare realtà.

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