
Sono passati parecchi anni da quando un timido videogioco ha fatto capolino sulla Playstation2 presentando un nuovo modo di giocare, affrontando un tema particolare, utilizzando una delicatezza e una spettacolarità di ambientazione che fino ad allora nessun titolo aveva mai sperimentato, diventando così una sorta di termine di paragone per quei giochi che hanno tentato di sfruttare il successo di questo titolo che prendeva il nome di ICO.
Lo scopo del gioco era quello di uscire dal castello nel quale eravamo imprigionati, guidando un ragazzino rinchiuso lì a causa della sua malformazione: due corna sulla testa. Cercando l’uscita il ragazzo incontra un’etera ragazza che parla una lingua sconosciuta, ma nonostante tutti i misteri che l’avvolgono, decide di portarla con sé, guidandola mano nella mano verso una via d’uscita che li riportasse verso la libertà.








